Calcio, Juve superba e Udinese acerba: “Signora” a metà

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C’è una parola d’ordine che spinge la Juventus, ed è vincere; un comandamento necessario per catalizzare l’attenzione in altre direzioni, evitando di richiamare questioni interne delicate, che manifestano, al di là di qualche risultato positivo, un clima tutt’altro che sereno.

Attorno alla squadra di Allegri c’è un’aria sospetta, che limita le potenzialità dei suoi interpreti principali; ecco perché le vittorie servono come il pane per allontanare critiche e dubbi che potrebbero minare le certezze acquisite.

La partita di Udine ha consentito di riprendere il cammino bianconero, fermo, ora, a metà del suo percorso.

Manca, ancora, tutto ciò che negli anni ha permesso di vincere ed imporre la leaderscip in Italia; viceversa c’è, e in abbondanza, una crescente consapevolezza che i risultati di questa stagione debbano essere acquisiti per mezzo di grandi prestazioni, e con un senso di responsabilità enormemente maggiore rispetto al passato.

Anche ieri, dopo aver compromesso una gara ampiamente alla portata, gli uomini di Allegri hanno concesso due goal, una superiorità numerica, alimentando comunque un nervosismo latente nello spogliatoio.

Le sei reti rifilate ad un’Udinese che meriterebbe la serie cadetta, per le scelte scriteriate fatte dalla società, sono un palliativo utile esclusivamente a salvare l’attuale situazione di classifica che, in altri casi, avrebbe reso angosciante l’inseguimento al Napoli.

Serve davvero uno sforzo in più da parte dell’intero collettivo ed è indispensabile, concretamente, che l’allenatore livornese ricucia un rapporto con alcuni giocatori che, alla lunga, potrebbe compromettere gli obiettivi del club.

Dybala è il calciatore migliore della Juventus e dell’intero campionato; perciò, è bene che Allegri lo capisca in fretta, perché la pazienza della Joya sta finendo, quella dei tifosi, forse, è già persa da tempo.

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