Anche dopo aver raggiunto la finale di Cardiff a spese di un Monaco nettamente inferiore ai bianconeri, Allegri prova a vedere il bicchiere mezzo pieno, parlando dei risultati ottenuti durante la sua gestione, evidenziando le due finali ottenute in tre anni.

Atteggiamento tipico di chi sa di aver compiuto comunque un piccolo capolavoro che potrebbe diventare assoluto in caso di successo tra circa un mesetto.

Sontuoso è il livello del Real Madrid che incontreranno con ogni probabilità in finale, magistrale è quello della sua squadra, che con grande disciplina tattica l’ha voluta a tutti i costi, sbarrando la strada a formazioni sulla carta importanti, ma annullate in campo da un’organizzazione perfetta e da uno spirito combattivo che ha prevalso sulle qualità tecniche degli avversari.

Il giro è stato largo battendo prima i lusitani di Oporto, con i quali si sono misurati gestendoli con grande abilità dal punto di vista fisico, loro arma decisamente più encomiabile, battezzandoli poi al primo errore approfittando delle leggerezze legate alle espulsioni che hanno consentito di mettere il sigillo nelle due gare vinte meritatamente.

Il pericolo maggiore è arrivato nei quarti, quando dall’urna è uscito il Barcellona, spauracchio dei francesi del Paris Saint Germain, umiliati dal sei a uno nel match di ritorno al Camp Nou.

Ma i bianconeri, per niente spaventati da quell’impresa hanno demolito ogni tentativo blaugrana di ripetere quei miracoli calcistici, impedendo di segnare anche un solo goal a giocatori straordinari come Messi, Neymar e Suarez.

Il profumo di finale si è iniziato ad avvertire dopo l’ultimo sorteggio di Nyon, che di fronte ha posto i principi di Monaco, poco abituati a palcoscenici così importanti, ai quali Higuain e Dybala hanno fatto capire già in Francia che non ci sarebbe stata storia sul passaggio di turno, interpretando una partita di attesa e ripartenza che ha messo in ginocchio le velleitarie speranze di opporsi alla superiorità totale della Juve.

Ora rimane l’ultimo ostacolo, quel Real Madrid vestito di bianco, con in squadra mattatori eccezionali, che di fronte però troverà altri campioni vestiti anch’essi di bianco, ma con un nero in più: colore che in tutti i modi hanno l’obbligo di apporre sui rivali spagnoli per alzare finalmente la coppa.

 

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