Nell’antico testamento, dopo la morte di Mosè, il comando fu preso da Giosuè per conquistare con le armi la Terra Promessa e dividerla poi tra le tribù di Israele.

Non è un parallelismo poiché è ancora possibile raggiungerla, ma finalmente è arrivato il momento di chiarire l’effettiva dimensione internazionale di Juve, Napoli, Roma e Fiorentina.

Attorno ad esse c’è un carico di aspettative che in qualche modo ne appesantisce il clima, però è assolutamente necessario per alzare ulteriormente, semmai ce ne sia il bisogno, il livello di attenzione dinanzi all’ennesima prova del nove.

A loro non può più essere chiesto solo di partecipare ed è evidente se si considerano la moltitudine di elogi che fioccano dopo ogni successo in campo nazionale.

Troppo spesso e azzardatamente questi club sono stati dipinti come squadre di altissimo livello, capaci di esaltare la critica con il gioco, la fisicità, l’intelligenza tattica e la bravura dei propri tecnici.

Vero, se non fosse che la memoria recente rievoca le costanti eliminazioni dalla Champions e dall’Europa League con una facilità quasi disarmante.

In fila, Galatasaray, Benfica, Bayer Monaco, Porto, Atletico Bilbao, Tottenham, Dnipro, sono solo alcuni degli ultimi avversari incontrati nel cammino, che hanno rapidamente svegliato dal sogno milioni di tifosi e messo in chiaro un concetto che ai molti non è ancora entrato nella testa.

E’ il campo a dare la giusta statura a queste squadre, non le ambizioni scritte o proferite quotidianamente dalla maggior parte degli appassionati e dei cronisti della carta stampata e televisiva.

Sarebbe opportuno smetterla di credere che autentici fuoriclasse come Messi, Suarez, Ronaldo, Iniesta, Ramos, Piquè, ecc. siano accostabili ai nostri Chiellini, Bonucci, Dybala, Salah, Dzeco, Insigne, Mertens, Callejon, ecc, ecc., perché da una parte la storia ha già assegnato l’inconfutabile magnificenza dei loro successi e dall’altra solo una moltitudine di improvvide valutazioni da bar in grado di illudere le platee per riempire gli stadi.

Sarebbe dunque doveroso interrompere questo angusto percorso dirigendosi piuttosto nella direzione opposta.

Le armi a disposizione ci sono eccome, ma occorre utilizzarle con oculatezza e un coraggio tassativo per sfatare l’attuale valore delle nostre rappresentanti.

Ognuna, con le proprie caratteristiche, può lottare a viso aperto contro i rispettivi avversari, ma deve farlo mettendo in campo oltre ad un bagno d’umiltà la giusta personalità indispensabile per incamminarsi nuovamente li dove da tempo ormai siamo assenti e i grandi del passato sono ad attenderli:la terra promessa ai campioni…veri.


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