Little Tony non ha bisogno di presentazioni, ma Mister Zhang farebbe meglio a conoscerne il testo di una canzone che lo ha reso celebre in tutta Italia nel 1966, quando l’Inter aveva appena toccato il cielo con un dito per due volte consecutive, nel 1963-64 e 1964-65.

Allora, chi l’affrontava, sudava sette camicie per uscirne indenne; ora invece la compagine attuale non è neanche la brutta copia di quella, ma si presta benissimo a rispolverare il testo di questo capolavoro, per evidenziare che il cammino del neo presidente nerazzurro è tortuoso e davvero complicato.

Il biscione non è protagonista da molti anni in campionato e chi l’ha acquistato dovrebbe saperlo benissimo, perché è proprio la cosa più importante che non può essere dimenticata da chi ha il compito di riportarlo al vertice.

“Riderà, riderà, riderà, tu falla ridere perché riderà, riderà, riderà, ha pianto troppo insieme a me”, queste parole non sono solo un inno alla fede, ma la speranza di uomo che ha amato e ha lasciato che qualcun’altro continui ad alimentarlo come ha fatto lui, prima di lui.

L’Inter non può essere considerata un oggetto e il rispetto per la sua maglia in Italia ha un valore superiore alle cattive abitudini di imprenditori viziati che screditano il proprio benessere.

La gara col Sassuolo è stata persa, ma Mister Zhang forse lo sapeva da tempo e a bordo della sua Ferrari ha pensato bene di fotografarla per regalarne un’immagine privilegiata ai suoi seguaci di Instagram.

Errori a ripetizione, che dai giocatori al presidente proseguono senza sosta, avvalorando la tesi che all’Inter c’è bisogno di un cambiamento epocale: nella disciplina, nel comportamento in campo e fuori, nei ruoli e nelle competenze.

Un lavoro per nulla scontato, che di tutto ha bisogno tranne che essere svolto ad alta velocità e a bordo di una Ferrari.

L’umiltà è un concetto diametralmente opposto al lusso, allo sfarzo e all’ostentazione; se lo ricordi Mister Zhang e magari, prima di farsi fotografare, riascolti quella canzone così ricorderà che c’è davvero poco da ridere.

 

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