Andrea Ranocchia, all’Inter da sette anni, sembrava aver trovato una nuova squadra pronta a puntare su di lui e invece, l’Hull City, retrocessa in Championship, ha pensato bene di rispedirlo in Italia al termine di una stagione che, da gennaio fino all’ultima giornata, ha impedito ai tigers di raggiungere la salvezza.

Il club nerazzurro non può recriminare nulla, poiché la cessione invernale si è concretizzata con un prestito secco che, solo grazie ad un interessamento concreto da parte della squadra anglosassone, avrebbe potuto garantire un definitivo trasferimento.

Le prestazioni altalenanti, che già aveva evidenziato con la maglia dell’Inter, si sono riproposte in Premier League e il mancato obiettivo di permanenza dell’Hull nella massima serie inglese ha fatto il resto.

Ora il giocatore umbro, ancora sotto contratto fino al 30 giugno 2019, dovrà sicuramente trovare una nuova destinazione per rilanciare le proprie ambizioni, anche perché i nerazzurri, attualmente in corso di ristrutturazione societaria e di un organico competitivo, punteranno su altri calciatori più giovani e talentuosi.

La maglia numero 23 indossata per tanto tempo e, negli ultimi due anni, con la fascia di capitano addosso, rimarranno solo un lontano ricordo nella memoria del difensore che nonostante abbia cercato di mantenere fede alla promessa di rappresentare il suo predecessore Materazzi, per una moltitudine di problemi, ha dovuto, purtroppo, arrendersi all’idea di realizzarla.

I due gol e i due assist realizzati con i tigers potrebbero convincere qualche club a puntare su di lui, ma il ritorno in una grande squadra è purtroppo un’incognita che scopriremo solo in estate, sperando in ogni caso di ritrovarlo in forma come ai tempi del Bari di Ventura; quelli che poi l’hanno portato nella Milano nerazzurra.

 

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