Un finale, a San Siro, come ce lo si aspettava, con i tifosi a farla da padrone rispetto ai contenuti tecnici che normalmente l’avrebbero caratterizzato.

Le prestazione indecenti delle scorse giornate hanno indotto i fedelissimi della Curva Nord a manifestare apertamente il proprio dissenso nei confronti dei giocatori, con uno striscione quanto mai significativo e carico di polemiche.

Le parole utilizzate riassumono, però, una certa verità valutando l’incredibile sequela di figuracce rimediate, soprattutto considerando l’ingiustificata rassegnazione nonostante qualche passo falso delle dirette concorrenti per un posto in Europa.

L’Inter non è nuova a questo genere di proteste, perché troppo spesso ha staccato la spina, alzando bandiera bianca qualche gara prima della fine del torneo, esasperando il pubblico di fede interista, che ha dovuto mandar giù bocconi amari per la delusione dei risultati e per gli sfottò degli acerrimi rivali.

E’ diventata una prassi quella di arrivare in fondo al campionato senza lo spirito battagliero, che dovrebbe avere una squadra del suo livello; e invece, la modestia caratteriale dei giocatori in rosa ha sempre avvalorato la pochezza del gruppo e della società.

Errori ai quali Moratti ha sempre cercato di rimediare fino alla vittoria della Champions, ma che negli anni successivi non è stato possibile evitare per la complessiva inferiorità tecnica e manageriale.

Le risorse investite sono state comunque inefficaci producendo sfaceli di ogni sorta, che i tifosi non hanno dimenticato pur amando smisuratamente la propria squadra.

Oggi, fuori dall’Europa che conta per l’ennesimo anno, le uniche parole che riescono a pronunciare sono perfettamente esplicitate nello striscione di protesta.

Ma se è vero che non son degni del tifo e del loro sostegno, Gianni Morandi, nel 1964, quando l’Inter bissava in Europa qualcosa di unico in Italia, scriveva un pezzo storico della musica italiana cantando: “non son degno di te, non ti merito più, ma al mondo non esiste nessuno che non ha sbagliato una volta”…sia chiaro, per loro e per tutti i tifosi del mondo.

 

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