L’erba del vicino è sempre più verde. Con questo detto si tende sempre a giudicare positivamente le impressioni che si ha dei nostri vicini.

Di solito si sbaglia e infatti ne sa qualcosa Pjaca, che martedì sera si è procurato la rottura del legamento crociato anteriore, la parziale lesione del menisco e un’altra lesione del collaterale; purtroppo è questo l’esito del grave infortunio rimediato durante la partita in Russia, al Fisht Olympic Stadium di Sochi.

Un quadro clinico impietoso, che ha demolito il morale del ragazzo e di tutti i suoi compagni, che da subito hanno provato ad incoraggiarlo e sostenerlo.

I messaggi di solidarietà, per un ritorno sui campi che sia il più rapido possibile, non sono certamente mancati, come l’affetto di molti compagni bianconeri e dell’Inter, ad esempio, sebbene non sia il suo club di appartenenza.

Perisic, suo connazionale, ha voluto precisare in maniera netta l’inadeguatezza del terreno di gioco teatro dell’amichevole russa, definendolo addirittura vergognoso e criminale, sottolineando con forza la propria disapprovazione per far giocare calciatori professionisti dove sono disattesi i livelli standard, richiesti per partite di caratura internazionale.

E invece, l’altro giorno, quello incriminato, è parso più simile ad un incastro di zolle che ad un’area adibita per giocare a calcio, dove mettere in evidenzia le proprie qualità tecniche e le caratteristiche di gioco.

Parole che hanno tuonato e che gli organi di stampa non hanno mancato di evidenziarle con un eco particolare, anche perché non bisogna dimenticarne la paternità, che è russa, cioè la stessa nazione che fra un anno ospiterà l’evento più importante di questo sport: il mondiale.

Dunque, questo, è un fatto che deve far riflettere attentamente sulla gravità della questione, perché lo juventino ha perso la stagione e più di qualcun’altro potrebbe fargli compagnia il prossimo anno.

Purtroppo non è la prima volta che calciatori e allenatori che vanno a giocare in Russia, si lamentano delle condizioni dei campi.

L’ultimo, prima del fattaccio di martedì sera, è stato Mourinho, che qualche settimana fa, precisamente il 09 marzo, si era recato assieme alla suo Manchester United, per affrontare il Rostov, allo Stadion Olimpik.

Al termine della partita non sono mancate le polemiche per la qualità di gioco espressa dai Red Devils, alle quali lo stesso allenatore ha poi replicato attribuendo le responsabilità proprio al terreno di gioco.

E’ allucinante come nel corso di tutti questi anni le condizioni non siano mai cambiate, anzi qualcuno, ha pensato bene di organizzarci la manifestazione intercontinentale.

Il problema è che se si crede che tutti i calciatori siano come il “Fenomeno”, in grado di pattinare su un campo di patate, allora è bene chiarire una volta per tutte che di Ronaldo ce n’è uno, come lui non c’è nessuno…

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