Calcio, il Milan cerca il preparatore: la società Montella

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La questione dell’esonero di Marra, storico preparatore tecnico di Montella, ha lasciato un vuoto nello staff dell’allenatore campano e forse qualche alibi legato alla preparazione fisica dei calciatori.

Ma se il problema fosse squisitamente correlato al rendimento delle prestazioni atletiche, sarebbe sufficiente un intenso tour de force in palestra e sui campi di Milanello, per riequilibrare i risultati di questo periodo rispetto a quelli degli altri club.

Invece, a furor di popolo, le sconfitte in campionato sembrerebbero riconducibili all’evidente difficoltà del tecnico campano ad assemblare uno schieramento tattico degno del Milan.

Questa tesi, al di là dei pareri discordanti tra tifoseria e quadro dirigenziale, si fa prevalere rispetto alla crisi diplomatica interna allo staff tecnico, perché le trasferte con Lazio e Sampdoria e lo 0-2 con la Roma hanno imposto una riflessione sulle reali capacità dell’allenatore di superare l’attuale momento critico della squadra.

I reparti sono tutti sotto accusa; svarioni in difesa, lentezza a centrocampo e relativa incisività in attacco.

Praticamente problemi ovunque, con Montella soddisfatto delle prestazioni dei suoi calciatori e i dirigenti, travestiti da attori consumati, costretti a proteggere, verosimilmente, la sequela di sconfitte in campionato.

Non c’è dubbio che le tre riunioni svolte da domenica ad oggi possano aver chiarito qualche concetto andato dimenticato, ma la vittoria del derby, ora, è tutto ciò che rimane di un enorme lavoro portato avanti in tutti questi mesi.

Una marea di denaro investito per la società subordinato, sostanzialmente, ad una fondamentale sfida stracittadina che, malauguratamente andasse persa, scatenerebbe sul serio l’inferno dantesco in casa Milan.

Ogni tifoso rivendica gli sforzi compiuti dalla società ed ogni opinionista è in contraddizione con quanto detto in estate per valorizzare il nuovo corso rossonero.

Ma c’è un dubbio per il quale è giusto interrogarsi: è la società ad aver deliberatamente scelto di investire sulle opportunità di mercato presentatesi in quel momento, o è davvero l’allenatore che non ha saputo fino ad ora trovare lo schieramento più efficace in termini di rendimento dei giocatori.

Di solito la verità è nel mezzo; dunque, le colpe rispetto a qualche valutazione errata, andrebbero divise per entrambi.

La società ha acquistato calciatori formalmente affidabili, credendo di assicurare una congrua qualità tecnica e l’allenatore non è stato in grado di ricavare il meglio da ognuno di loro.

Una situazione che, come la si vuole interpretare, impone a tutto l’ambiente di recuperare le necessarie energie per la partita con l’Inter, perché una vittoria darebbe credibilità a Montella, la sconfitta liquiderebbe ogni dubbio.

 

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