E’ inutile fare paragoni, ma il “fenomeno” brasiliano è stato davvero, se non il migliore, tra i primi tre giocatori più forti della storia del calcio.

E sprecare parole per cercare conferme o replicare a giudizi differenti è pleonastico, ma soprattutto inutile.

Calciatori con le sue doti nascono raramente e il ricordo di chi ha avuto la fortuna di ammirarlo dal vivo rimarrà senza dubbio scolpito nella memoria per sempre.

Ha giocato in un periodo storico di grande produzione calcistica, con campioni in ogni settore del campo, misurandosi con i propri mezzi, senza ricorrere alla fortuna o alla forza dei compagni.

I suoi goal, i suoi gesti tecnici, i dribling, i tunnel, sono a disposizione di tutti, grazie alle immagini dei filmati di quelle partite, durante le quali ha spesso fermato il tempo, per consentire di ammirare l’eleganza e la bellezza dei suoi movimenti.

Al di là della fede calcistica gli appassionati del pallone lo adoreranno in eterno, augurandosi che un giorno, qualcun’altro, riesca ad emulare i suoi numeri e la medesime capacità.

Alla fine del suo ciclo è arrivato dall’Argentina un nuovo Messia, di nome Leo che, a tratti, ci ha ricordato proprio le giocate del fuoriclasse brasiliano, anche se l’onnipotenza di quest’ultimo è e sarà, probabilmente, superiore anche ai quattro palloni d’oro conquistati fino ad oggi.

Una bacheca ricchissima di trionfi e di meravigliose giocate che, alla fine della carriera, lo incoroneranno tra i più forti della storia, ma in ogni caso un gradino sotto all’unico, inimitabile “Fenomeno”.

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