Calcio, la trattativa per Keita tiene banco in casa Lazio: e Lotito comodamente seduto

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Il presidente biancoceleste ha tanti difetti e un pregio importante: vendere a caro prezzo i suoi calciatori, che saranno pur bravi, ma non valgono certo le cifre richieste per acquistarli.

Il giochino con cui ha fatto affari per anni è sempre lo stesso e, i poveri direttori sportivi delle squadre interloquite, non sono stati quasi mai capaci di intavolare trattative favorevoli.

La Lazio è una società virtuosa, proprio grazie alla scelta dei giocatori e alla loro valorizzazione che, nel tempo, ha consentito a Lotito di stabilirsi costantemente tra le prime posizioni in classifica del campionato di serie A.

Un merito che gli va riconosciuto, per il quale, anche l’ultimo caso di calciomercato relativo a Keita Balde, garantirà introiti propedeutici ad una sana gestione societaria.

La valutazione del calciatore, a scadenza di contratto 30 giugno 2018, è di 30 milioni e il numero uno laziale, pare proprio convinto a farla rispettare, confermando la regola per la quale da anni è premiato e riesce a sguazzare tra le bieche del calciomercato.

Però, a tutto c’è un limite e le valutazioni di un ragazzo che, da gennaio del prossimo anno, può liberarsi a parametro zero, andrebbero fatte con coscienza e meno testardaggine.

Sentimenti che, evidentemente, non fanno parte del mondo del calcio, anzi impediscono, ormai, di poter convivere con le regole consolidatesi negli anni.

Il talento si paga e non c’è dubbio: quello del giocatore e quello del presidente che lo valorizza, ma la presunzione e l’arroganza altrettanto; quella di Keita perché si crede già grande e quella del presidente che vuol venderlo da top player.

Stavolta, però, potrebbe costare caro anche a loro.