Calcio, frodi fiscali sanzionate ed altre tutte da scoprire

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Le stagioni calde, negli ultimi anni, hanno regalato ai vacanzieri continui spunti di lettura, per trascorrere le ore di relax al mare in famiglia, o con gli amici.

Nel 2017, questo trend negativo, è già iniziato con la condanna inflitta a Messi pari a 21 mesi, più il pagamento delle imposte sui diritti d’immagine non versate all’Erario spagnolo nel periodo tra il 2007 ed il 2009.

Il ricorso, respinto dal Tribunale Supremo, ha riportato al centro dell’attenzione un’inchiesta che, ora, pare stia interessando anche il fuoriclasse portoghese del Real Madrid, il quale, analogamente, non avrebbe versato all’agenzia delle entrate circa 8 milioni di euro di diritti d’immagine tra il 2011 e il 2013.

Ciò che sorprende in entrambi i casi è che da parte dei due calciatori, stranamente, appena sentito puzza di bruciato, hanno cercato invano di rettificare la propria posizione con il fisco pagando l’ammontare delle imposte evase, per evitare di ricadere nell’inchiesta finanziaria avviata con lungimiranza dalle autorità iberiche.

Ma al di là della natura della pena e del totale quantificabile dai giudici per la medesima, che tra l’altro non è detto, ora come ora, sia inflitta al calciatore, la stessa lente d’ingrandimento è anche in mano alla procura finanziaria francese che, attraverso i suoi uffici anti frode, sta monitorando con attenzione i redditi di alcuni calciatori, tra cui Di Maria e Pastore, che sembrerebbe percepiscano compensi per sponsor provenienti da paradisi fiscali.

Tutto ciò, concretizzato peraltro dalle perquisizioni del 23 Maggio nella sede del Paris Saint Germain, pone soprattutto un dubbio serio sulla bontà di numerose operazioni finanziarie del mondo calcio che, considerando la fragilità morale, e di controllo, manifestata sino ad oggi, svelerà quasi certamente altri illeciti penali che lederanno eccome l’immagine dei protagonisti investititi dalle indagini.

Un vizietto, quello di non pagare il tributo, vecchio come la storia dell’uomo, che però non può, nel caso di persone così ricche, essere tollerato dal fisco e dagli appassionati di calcio, perché driblare in campo è una cosa, farlo in Tribunale è ben altra.

 

 

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