Calcio, finalmente meno errori arbitrali e una variazione “inVARariabile”

0
198

All’inizio dell’anno, scrissi un pezzo, “Variamo e Viriamo”, augurando una rapida introduzione dell’utilizzo della tecnologia VAR, per evitare le numerose sviste arbitrali, criticate ferocemente dagli addetti ai lavori dopo ogni turno di campionato.

E finalmente la FIGC, unitamente alla Lega calcio, hanno saggiamente valutato l’opportunità di investire in questa direzione, favorendo un miglioramento essenziale della direzione di gara, garantendo quella correttezza e quella trasparenza tanto agognata in questi anni.

Nonostante ciò qualcuno, ancora, ritiene il calcio una sorta di sport superiore agli altri, con connotati imperscrutabili e, proprio perciò, affascinante come nessun altro.

Considerazione pericolosa se si pensa agli sforzi economici dei grandi club che alimentano l’industria del pallone e gravemente offensiva se si pensa che gli errori debbano essere parte integrante del gioco.

“Non si può fermare il gioco per troppo tempo, l’arbitro rischia di perdere la necessaria personalità per condurre con autorità la partita, i tempi per la visione delle immagini è lenta e prolunga troppo la partita, l’esultanza dei giocatori in occasione del goal non è più convinta ed è spesso rinviata in attesa della decisione del VAR”.

Opinioni più o meno condivisibili, ma che non cambiano la soluzione al problema principale: nello sport, qualunque esso sia, si vince onestamente, per meriti propri, o con un pizzico di fortuna, non certamente per gli errori dell’arbitro.

Nella boxe, i giudici valutano diversamente le prestazioni degli atleti, ma nessuno, se non la tecnologia, può difendere l’operato sbagliato dell’arbitro; e poiché fortunatamente è stata concepita per correggere e non disattendere la regolarità degli eventi, va accolta con entusiasmo.

Ovviamente tutto è perfettibile e la sperimentazione intrapresa consentirà di ridurre sia le tempistiche che i meccanismi contenuti nel protocollo redatto per utilizzare questo nuovo strumento.

Anche perché il percorso avviato per cambiare significativamente la gestione del calcio è davvero epocale e non può, e non deve, essere sbarrato da nostalgici o conservatori.

L’importante, però, è capire che l’arbitro va in campo per giudicare e il guardalinee per segnalare: a tutto il resto, tranquilli penserà il VAR.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here