Calcio, derby di Champions a Madrid: l’ultimo saluto al Calderon e alla finale

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La prestazione degli uomini del “Cholo” Simeone è stata meravigliosa e coronata dal solito impegno oltre ogni previsione per far sognare il passaggio di turno alle decine di migliaia di tifosi accorsi allo stadio nell’ultima partita di Champions League al “Vicente Calderon” dei loro beniamini.

L’allenatore argentino, autentico capo dello spogliatoio dei colchoneros, aveva avvertito tutti che la sua squadra avrebbe fatto di tutto per mettere in difficoltà i cugini madrileni, provando a ribaltare il risultato pesantissimo maturato nella partita d’andata.

E infatti, pronti via, nell’arco di una ventina di minuti, il miracolo stava realmente verificandosi, con due goal all’attivo trovati per l’inerzia della spinta impressionate che ha generato un primo tempo all’attacco, senza pause e con il solo obiettivo di ferire brutalmente gli avversari, rimasti sorpresi dalla veemenza con la quale sono stati aggrediti.

Purtroppo, proprio nel finale del primo tempo, sono svanite le speranze di recuperare lo svantaggio, quando Isco ha insaccato il goal che ha praticamente messo la parola fine sulla partita e sul sogno di qualificazione.

Pur avendo provato in tutti i modi di trovare altre marcature nel secondo tempo, l’evidente contraccolpo psicologico ha squilibrato le motivazioni in campo, consentendo una gestione più serena da parte dei blancos che, rispettando i favori del pronostico, sono riusciti ad ottenere il pass per lo scontro con i bianconeri a Cardiff, che dirà quanto questo gruppo meriti l’investitura di unica squadra a bissare la vittoria della Champions League; impresa mai accaduta prima d’ora.

Il “Vicente Calderon”, nonostante l’eliminazione dalla semifinale, ha comunque visto i suoi guerrieri, per l’ultima volta, battersi come sempre; soprattutto contro quel Real Madrid che è stato storicamente l’avversario più atteso per anni, ma che stasera è stato superato nel punteggio per due a uno.

Una consolazione caratterizzata nel finale da una pioggia torrenziale, che ha lavato le scorie degli errori dell’andata come lacrime versate per un esame andato storto, ma rinviato nel prossimo stadio, intitolato Wanda Metropolitano, attualmente in fase di costruzione, dove, con ogni probabilità, si ripeterà per essere finalmente superato.