Arrivati al termine della competizione succede che avversari affrontati in campo uniscano le forze per augurare la vittoria finale.

E’ ciò che sta accadendo paradossalmente a Piqué, grande difensore del Barcellona che, nonostante l’eliminazione ad opera dei bianconeri, è ora apertamente schierato, e ragionevolmente, dalla loro parte.

Una decisione che è figlia ovviamente dell’eterna rivalità calcistica, e forse anche politica, per la quale il calciatore blaugrana ha dichiarato di sperare nel successo della Juventus ai danni del Real Madrid.

E’ un anti madrilismo che caratterizza lo scontro totale con le merengues, capaci, però, quest’anno di ottenere il pass per la finalissima di Cardiff, dimostrando una complessiva superiorità sia in Spagna (vincendo la Liga con tre punti di vantaggio), che in Europa, lasciando al Barca solo le briciole di una finale di Coppa del Re contro l’Alaves il prossimo 27 maggio, che certamente non accontenterà i tifosi catalani.

Chiaramente, i complimenti, oltre ad indirizzarli alla Juventus, che li ha battuti nei quarti di finale, li ha rivolti soprattutto al suo ex compagno Dani Alves, con il quale ha condiviso numerose vittorie nazionali ed internazionali, alzando al cielo ogni sorta di trofeo.

Un gesto di sportività che, al di là di ogni ovvia considerazione, gli rende onore per la straordinaria carriera da professionista, a differenza di Bruno Perez, esterno della Roma che, senza alcuna remora, ha deliberatamente espresso il desiderio di vedere la Juventus perdente contro il Real Madrid.

Parole, quelle del difensore brasiliano, rispettabili per carità, ma francamente poco comprensibili, perché se Gerard Piquè, effettivamente ha coltivato una certa insofferenza al madrilismo, lui, probabilmente, non avrà mai questo problema, essendo in sostanza un calciatore di passaggio, che lascerà in eredità i propri dati anagrafici e poco più.

 

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