Calcio, Champions League: Monaco, peccati di gioventù

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Magari è tutto qui il sunto di questa squadra francese che, contrariamente ai valori ben più conosciuti dei parenti parigini, ha continuato ad innervosire gli avversari che hanno incontrato in campionato e, sicuramente, anche nella seconda fase eliminatoria della Champions League.

Infatti, contro Manchester City e Borussia Dortmund, hanno fatto vedere tutto il meglio e il peggio che li contraddistingue, evidenziando però una comune fame di vittorie, tipica di chi è ragazzo e vuole emergere a tutti i costi.

Un gruppo giovane, appunto, ma tremendamente efficace sotto porta, con una media goal certamente invidiabile come le più famose formazioni arrivate in fondo alla competizione, con la voglia di stupire ancora tanto in campo nazionale e a livello europeo.

Essendo particolarmente acerbi in termini di esperienza, Mbappe e compagni potrebbero sembrare solo degli scolaretti al cospetto delle più blasonate concorrenti, disposti, pertanto, a qualche scontro frontale dal quale potrebbero uscire con le ossa rotte, come prima o poi capita un po’ a chiunque in tenera età.

Però i principini monegaschi hanno un insegnate di nome Jardim ed un capoclasse chiamato Radamel Falcao, che per qualche hanno è stato bocciato dalle grandi d’Europa a causa di un rendimento incostante per via del brutto infortunio alle ginocchia che lo ha condizionato gravemente, ma che quest’anno ha inteso recuperare in fretta gli anni perduti in Inghilterra al Chelsea e al Manchester United, per riprendersi il centro della scena come ai tempi dell’Atletico Madrid, e perché no anche gli stessi successi.

Ovviamente in Champions League gli insegnanti non mancano e le lezioni del loro allenatore sono senz’altro le più belle, ma è chiaro che per loro il prossimo appuntamento con il professor Allegri non sarà una passeggiata.

Converrà studiare più del solito prima di essere interrogati, evitando possibilmente di assentarsi dalle lezioni, perché il tre maggio è vicino e la prova con i bianconeri rende ancora più appetibile l’idea di poterla superare a pieni voti.

In Francia chiaramente sperano che l’impegno sarà massimo, e le ingenuità che tutti immaginano possano emergere in campo, siano procastinabili; tra l’altro, più di qualche anziano salentino conosce molto bene un detto significativo che dice testualmente: “tre su li potenti: lu papa, lu Re e ci no tene nenti”. 

Loro, probabilmente, non lo conoscono, e sarebbe meglio non spiegarglielo; forse bisognerebbe, piuttosto, ricordarglielo alla vecchia signora prima di entrare in classe per interrogarli; così, al suono della campanella, anche lei starà molto più attenta.

 

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