L’aspetto giudiziale della vicenda è al vaglio degli organi preposti, quello etico e prevalentemente sportivo rivela invece l’ennesima caduta di stile di personaggi dediti ad una visione delle cose astrusa e imperdonabilmente deplorevole.

Un gesto che può essere considerato goliardico, banale, ridicolo, insignificante; o, al contrario, minaccioso, pericoloso, sconsiderato, assurdo e preoccupante.

La conclusione comune è uno striscione che trascina lo strascico dell’insofferenza di alcune persone che, evidentemente, pensano di contare più di qualcosa nell’ambiente romanista, alterando una naturale convivenza con la passione per il calcio ed una fede, pur incondizionata, per la propria squadra del cuore.

Ovviamente, se esiste, ed esiste davvero, qualcuno pronto a dire: “c’è sta prima a Roma e poi mi madre”, allora effettivamente non bisognerebbe stupirsi se poi si assiste a scene di questa portata.

Ora la Digos avanza l’ipotesi che possa esserci il contributo dei tifosi della Lazio, ma al di là di quale sia il tifo dei responsabili, sarebbe interessante conoscere il senso per il quale è stato compiuto questo gesto.

Perché riavvolgendo il nastro chiunque si rende conto che la squadra ha si dei limiti, ma molto più di altre è stata comunque in grado di ottenere risultati tutto sommato comprensibili.

Certo, se per costoro arrivare secondi o terzi in campionato, che non è poi così scontato, rappresenti il fallimento totale della squadra, allora siamo di fronte alla follia delirante di gente che al posto del cervello ha qualcos’altro.

Ma in ogni caso, come mai ci si sente in dovere di agire così gravemente, colpendo la dignità di calciatori che nella loro carriera hanno semplicemente fatto tutto quanto nelle loro possibilità?

E perché nessuno di questi non ha il coraggio si protestare altrettanto vivacemente dinanzi a situazioni ordinarie che meriterebbero molta più attenzione?

Come mai questi famigerati supporter della Roma, che da anni si divide la gloria nazionale ed europea, con il solo Napoli a darle un po’ fastidio là davanti e le milanesi scomparse dai radar, sentono questo grande bisogno di minacciare la morte di quei giocatori?

Se questa azione è una baggianata travestita da minaccia è di pessimo gusto e se invece sarà dimostrato che è premeditata, vuol dire che c’è bisogno di reprimerla, confidando nell’aiuto di tutte le persone che amano Roma e la sua squadra.

E’ abbastanza allucinante che davanti al simbolo della romanità vengano piazzati uno striscione e manichini appesi; ed è agghiacciante che non si riesca a monitorare azioni stupide come questa.

Allora, “il consiglio, senza offesa, di dormire con la luce accesa”, dovrebbe essere rivolto agli stessi autori del gesto, ricordando però che così si dorme male.

Forse, sarebbe stato più carino se ne avessero suggerito uno più famoso, per il quale: chi dorme non piglia pesci, ma evita, almeno, si sparare cazzate.

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