Calcio, Cairo difende Belotti: ma è un Toro o un gallo?

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“Ci tengo a sottolineare che stanno massacrando Belotti. Viene malmenato in tutte le partite. E nessuno dice nulla. Proteggete e tutelate Belotti. Avete visto cosa è accaduto domenica. E le conseguenze sono un danno per il Torino e per la Nazionale”.

Forse, caro presidente, ma certe affermazioni meriterebbero maggiore attenzione, perché il calcio è uno sport di contatto e chi ha voglia di fare il gallo in campo, deve vedersela con i suoi predatori.

Uomini spietati che hanno la stessa fame e la stessa determinazione, per raggiungere obiettivi medesimi.

Quando le telecamere non dominavano le scene di calcio giocato e riprendevano solamente scampoli di partite, queste argomentazioni nemmeno potevano essere bisbigliate: avrebbero fatto commiserare un’intera nazione.

La verità è che Belotti è un patrimonio del Torino e della Sua società, con una clausola da ben 100 milioni che è meglio salvaguardare; dunque, meglio evitare certi trattamenti ed iniziare a proteggerlo.

In parte è comprensibile il grido d’allarme lanciato alla stampa, ma è abbastanza futile pensando che i colleghi del bravissimo attaccante granata, ricevono lo stesso trattamento senza rivendicare alcun trattamento riservato.

Il gallo è l’erede designato di Pulici, Graziani, Rizzitelli, Silenzi, Casagrande, Ferrante, giocatori che in campo ne hanno prese e ne hanno date di santa ragione, con ragione.

Chissà cosa direbbero se fossero interpellati sulla questione; probabilmente nulla, per rispetto alla maglia e alla gloriosa storia della squadra granata, ma forse, sottovoce, le suggerirebbero di pensarci attentamente prima di esporre simili giudizi.

Sperando che, una prossima volta, non si ripresenti.

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