Calcio: botta e risposta Juve Napoli: sindrome di Cassandra

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Roboanti critiche hanno sconquassato il post partita della semifinale di andata della coppa Italia, alimentando dubbi, sospetti, tensioni, rabbia, sgomento da parte dei dirigenti dell’una e dell’altra squadra.

Se il direttore sportivo Giuntoli ha pesantemente condannato l’operato dell’arbitro Valeri, non meno Chiellini ha stigmatizzato le accuse definendole chiacchiere da bar.

Senza dimenticare lo scherno, con tanto di caricatura a fumetto dell’amica testata giornalistica torines, e la prima pagina del corriere dello sport con un titolo emblematico: Juve basta.

Nel mezzo c’è una marea di persone che si sfotte reciprocamente sui social e valuta le prestazioni di entrambe le squadre a seconda del tifo.

Tutti protagonisti indiscussi di pessimo gusto e “monnezza” mediatica affetti, probabilmente, da una patologia che porta a formulare sistematicamente profezie avverse circa il proprio o l’altrui futuro.

Praticamente, una tendenza psicologica maniacale che spesso denota depressione da parte di queste persone.

Perché se è vero che ormai gli errori arbitrali stanno divenendo orrori, non si può ignorare la scadente prestazione tecnica effettuata dai partenopei nel secondo tempo, che ha visibilmente compromesso il vantaggio maturato nel primo.

Le polemiche smisurate prestate alla stampa rischiano di essere considerate solo ciarpame che non favorisce l’immagine di entrambi i club, già in parte invisi per ragioni differenti un pò dappertutto, dando ai più distratti solo l’opportunità di ricordarlo.

Per carità, il calcio italiano ha sempre offerto anche questo lato dello spettacolo, con le battute stucchevoli e i sorrisini di circostanza; occhio però, perché poi ogni tanto qualcuno si è arrabbiato e ci ha creduto veramente…

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