Calcio, Batistuta in visita alla Selecciòn: giullari di corte

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“Sono andato a salutare la Nazionale nello spogliatoio e metà squadra mi ha ignorato”, è ciò che ha dichiarato “Batigol” in un’intervista rilasciata a Tyc Sports.

Poi ha aggiunto: “l’ho presa come una questione generazionale, io con questi ragazzi non ho niente a che fare. Questa nazionale non è molto legata alla gente pur avendo giocato tre finali, che non è poco a livello sportivo; ai nostri tempi eravamo più umili e la gente lo percepiva”.

Al di là che l’ex attaccante della Fiorentina è ancora il secondo miglior marcatore argentino di sempre dietro Lionel Messi, le sue dichiarazioni sono l’eco migliore per dimostrare che gli attuali rappresentanti del movimento calcistico non sono all’altezza dei campioni del passato.
La sua carriera, costellata da grandi traguardi personali e dall’ingrediente principale per un campione, l’umiltà, non deve accostarsi minimamente all’immagine di parecchi giullari di corte che affollano ora i campi di allenamento e le stanze della federazione bianco celeste, capace solo di rovinare negli ultimi anni il faticoso riconoscimento del valore tecnico e spirituale da sempre emblematici della scuola argentina.
I calciatori che hanno indossato con grande dignità la “camiseta” della Nazionale e che prima di tutto sono stati uomini straordinari, sono agli antipodi rispetto alla gentucola che veste quella di quest’ultimi anni.
Le tre finali perse (in coppa America su tutte) non sono bastate a scoraggiare quell’atteggiamento classico di coloro che, da miseri esseri umani, hanno la sfortuna di ritrovarsi improvvisamente ricchi, e sprovvisti al tempo stesso, di quei valori umani necessari per non oltrepassare il confine della maleducazione.
Ogni campione, a maggior ragione Batistuta, che a Firenze ha fatto innamorare i suoi connazionali, come Icardi ad esempio, che lo ritiene il suo modello di riferimento, lascia sempre in eredità il suo stile, la sua dote, la sua storia.
Costoro, al contrario, rappresentano fantomatici personaggi di calcio giocato, che messi insieme, probabilmente, non sarebbero neanche in grado di marcarlo e che, al termine della loro personale carriera, saranno senz’altro dimenticati, aumentando ancor più di quanto sia già acclarato, il ricordo di questo fuoriclasse, di cui ricorderemo per sempre la sua Fiorentina e la sua classe sconfinata.