Cala il numero della vittime dei fulmini negli Stati Uniti

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Cala il numero di vittime dei fulmini negli Stati Uniti: Sale a tre il numero dei morti colpiti da un fulmine nel 2021 negli Stati Uniti. Considerando che siamo a metà della stagione dei temporali, è un numero molto basso rispetto agli ultimi anni.

Tre le vittime quest’anno: una ragazzina di 15 anni, colpita da un fulmine in Georgia, un uomo di 70 anni che aveva cercato riparo sotto un albero in un campo da golf nel New Jersey e l’ultimo, un uomo di 71 anni che cercava riparo durante un temporale in Pennsylvania.

Ogni anno negli Stati Uniti si contano decine di morti provocate dai fulmini. Tra il 2011 e il 2020 lo stato più “pericoloso” è stato la Florida con 49 morti associate a fulmini, seguito dal Texas con 22 morti, Alabama con 14 morti, Carolina del Nord e Arizona con 12 morti. In tutto, in questo periodo, sono morti 194 uomini e 56 donne.

Rispetto a 15 anni fa la situazione sta cambiando. Nel 2006 sono morte 48 persone, ma nel corso degli anni il numero di vittime è calato gradualmente, salvo qualche eccezione: nel 2009 si sono contate 35 vittime, nel 2015 28 vittime, nel 2020 solo 17. Il 2021 sembra confermare questa tendenza: alla fine del mese di maggio di quest’anno non si sono contate vittime negli Usa, il che è qualcosa che non è mai accaduto negli ultimi 15 anni.

Arrivati a questo periodo dell’anno in media si contano già 14-15 vittime, ma nei prossimi mesi il numero potrebbe aumentare: mediamente ad agosto le vittime aumentano a 20-22, e tra settembre e ottobre fino a 25.

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Perché questo calo? I fattori in gioco sono tanti. Il meteorologo Chris Vagasky di Vaisala, una compagnia tecnologica specializzata nell’individuazione dei fulmini, ha spiegato che tra metà maggio e la fine di giugno il numero di fulmini sugli Stati Uniti (80 milioni) era del 17% inferiore alla media. Ma probabilmente c’è anche una maggior consapevolezza delle persone sui rischi e i comportamenti da seguire in caso di forti temporali.

E in Italia? Non esistono attualmente studi relativi al numero di vittime e ai danni alle persone causati da fulmini. Quello che sappiamo è che in media nel nostro Paese cadono più di 1.600.000 fulmini all’anno1, concentrati soprattutto tra luglio e agosto. La regione più colpita è il Friuli, ma seguono l’area dei laghi lombardi, la zona di Roma e le aree alpine e appenniniche. Quest’anno, secondo il conteggio del centro Météorage, in Italia si sono contati oltre 1.950.000 scariche.

Attenzione ai fulmini: le buone pratiche per ridurre i rischi

Quando sta per arrivare un temporale è sempre bene ricordarsi alcune semplici nozioni per capire quali comportamenti adottare. Innanzitutto bisogna sapere che un oggetto più alto rispetto all’area circostante ha una maggiore probabilità di esser colpito da un fulmine (parliamo di alberi, torri o tralicci). Quando il fulmine colpisce l’oggetti, la corrente si disperde nel terreno. Per questo motivo trovarsi anche solo nelle vicinanze può rappresentare un rischio.

Al chiuso siamo al sicuro? Non sempre. Quando ci troviamo in un luogo chiuso, soprattutto se metallico (automobile) o di cemento armato possiamo generalmente considerarci al sicuro. Ma dobbiamo ricordarci che il fulmine può raggiungere anche l’interno degli edifici, percorrendo i cavi elettrici o altre strutture metalliche collegate all’esterno. Quando un fulmine colpisce l’antenna, ad esempio, la scarica può percorrere i cavi, danneggiando l’impianto e i dispositivi connessi, con il rischio anche di prendere la scossa.

Quando siamo in acqua il rischio è alto. Sulla superficie piana dell’acqua, noi saremmo infatti il punto più alto, quindi un obiettivo potenziale per i fulmini. Inoltre l’acqua è un ottimo conduttore d’elettricità.

Se ci si trova in gruppo è meglio restare distanti, ad una distanza di almeno 10 metri.

Fonte: Lightning Safety Council