Domenica 12 maggio, un nuovo attentato contro una chiesa nella zona nord del paese ha causato la morte di cinque fedeli e del sacerdote che stava officiando la messa.

Un nuovo attacco terroristico in Burkina Faso ha causato nella mattinata di domenica la morte di sei persone. Il fatto è avvenuto a Dablo, un distretto della provincia di Sanmatenga, circa 22000 abitanti,nel nord del paese, a poche decine di chilometri dal confine con il Mali. Dopo il terribile attentato che il 29 aprile a Silgadji costò la vita al sacerdote e ad alcuni fedeli impegnati nella celebrazione della Via Crucis, il Burkina Faso è di nuovo alle prese con la piaga dell’estremismo islamico. Domenica mattina, intorno alle nove locali, almeno venti Jihadisti, arrivati presumibilmente dal Mali in sella ad alcune motociclette, hanno assaltato la chiesa cattolica “Beato Isidore Bakanja” di Dablo e, dopo aver ucciso il parroco, Don Simèon Yampa, hanno fatto sdraiare i fedeli presenti uccidendone cinque. Successivamente, dopo aver dato fuoco alla chiesa, i terroristi hanno messo a ferro e fuoco il villaggio, incendiando anche alcuni negozi e un ambulatorio medico, costringendo gli abitanti a ripararsi nelle proprie case per paura di ulteriori violenze.

Secondo fonti locali l’obiettivo dei fondamentalisti sarebbe stato proprio Don Simèon, mal sopportato dagli estremisti islamici in quanto impegnato in alcuni progetti per favorire il dialogo interreligioso nella zona.

Forze militari del Burkina Faso pattugliano una zona a rischio terrorismo

Subito dopo l’attacco, il governo del Burkina ha inviato a Dablo alcune squadre di militari con il compito di catturare i terroristi, ma i rastrellamenti, proseguiti fino a notte fonda, non hanno dato risultati. E’ probabile che gli Jihadisti, dopo gli attacchi si siano rifugiati, come già accaduto, nel vicino Mali, dove possono contare sull’appoggio delle principale organizzazioni fondamentaliste islamiche attive in Africa.

Forze speciali francesi hanno liberato quattro ostaggi

Due giorni prima dell’attentato di Dablo, le teste di cuoio francesi, in collaborazione con uomini dell’esercito del Burkina avevano dato luogo ad un blitz nel nord del paese durante il quale erano stati liberati quattro ostaggi: due francesi, un’americana e una sudcoreana. Gli ostaggi francesi erano scomparsi all’inizio di maggio durante una gita nella zona del Benin al confine con il Burkina. Alcuni giorno dopo, il loro accompagnatore, un uomo beninese, era stato ritrovato cadavere nella stessa zona, crivellato di colpi di arma da fuoco.

Durante il blitz, resosi necessario per il pericolo che gli ostaggi fossero venduti ad un’organizzazione Jihadista, sono morti due militari delle forze speciali della marina militare francese, suscitando parecchie polemiche sull’organizzazione e la gestione dell’operazione.

Burkina Faso

Il papa prega per le vittime

In merito all’attentato di domenica 12 maggio, Papa Francesco ha affidato alla sala stampa vaticana una dichiarazione in cui esprime il proprio dolore per l’attacco alla chiesa di Dablo oltre all’impegno della preghiera per le vittime e per i cristiani del Burkina Faso.

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