Burkina Faso: i golpisti accusano la Francia di sostenere il contrattacco

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Burkina Faso: i golpisti accusano la Francia di sostenere il contrattacco

I golpisti del Burkina Faso accusano la Francia di sostenere il contrattacco. Secondo loro, il deposto colonnello Damiba si starebbe rifugiando in una base francese. L’ambasciata francese ha subito smentito.

I golpisti del Burkina Faso accusano la Francia di sostenere una controffensiva

Ieri in Burkina Faso si è verificato il secondo colpo di stato in otto mesi. Il capitano dell’esercito del Burkina Faso Ibrahim Traore ha annunciato in diretta televisiva di aver destituito il colonnello Paul-Henri Damiba, a capo della giunta militare che guidava il paese da gennaio grazie ad un colpo di stato. Ora, i golpisti accusano Damiba di pianificare una controffensiva da una “base francese”. “Si ritiene che Damiba si sia rifugiato nella base francese di Kamboinsin per pianificare una controffensiva per suscitare problemi nelle nostre forze di difesa e sicurezza”, hanno detto i golpisti in una dichiarazione letta alla televisione nazionale e firmata dal capitano Ibrahim Traore, il nuovo leader del Paese.

Dal canto suo, l’ambasciata francese ha rilasciato una dichiarazione nella quale nega fermamente qualsiasi coinvolgimento dell’esercito francese negli eventi. L’ambasciata ha anche smentito le voci secondo cui le autorità del Burkinabe sono state ospitate o sono sotto la protezione dell’esercito francese.

L’Unione Africana condanna il golpe

Intanto, la situazione in Burkina Faso resta molto tesa. Il capo di stato maggiore dell’esercito del Burkina Faso ha invitato le opposte fazioni a cessare le ostilità e a proseguire i colloqui, definendo la situazione “una crisi interna alle Forze armate nazionali”. La comunità internazionale si dice preoccupata per l’ennesimo colpo di stato e chiedono subito colloqui di pace. Anche l’Unione Africana (UA) ha condannato il secondo colpo di stato in meno di un anno. “Il presidente invita i militari ad astenersi immediatamente e totalmente da qualsiasi atto di violenza o minaccia alla popolazione civile, alle libertà civili, ai diritti umani”, ha affermato l’UA in una nota.


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