Buoni propositi per il 2018. E se diventassimo tutti un po’ più green?

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buoni propositi

Buoni propositi per l’anno nuovo. Forse è presto,  ma se vogliamo rivoluzionare la nostra vita, dopo aver fatto sempre la stessa cosa per anni, allora cominciare non è mai troppo presto. 

E poi, se gli addobbi natalizi fino a qualche anno fa, facevano mostra nelle vetrine scintillanti a partire dall’Otto dicembre, mentre ora ce li ritroviamo che ammiccano dopo Ferragosto, tanto vale anticiparci anche con i buoni propositi. O no?

Come ogni fine anno che si rispetti è tempo di buoni propositi per affrontare con nuova grinta l’anno che sta per arrivare. Probabilmente i più gettonati da sempre per il nuovo anno sono i propositi di far la dieta, di provare a prendere meno multe, di studiare di più, di essere più organizzati, di perdere meno tempo, dedicarsi di più alla famiglia e così via.

E se invece il buon proposito che vi accarezza da tempo è l’affrontare con una rinnovata consapevolezza ambientale il nuovo anno? E quelli di là da venire?

In attesa della ripresa economica, aspettando più occupazione e più reddito, possiamo sempre provare a migliorarci come cittadini consapevoli; i buoni propositi sono tipici dei cambiamenti e quelli ecologici lo sono ancora di più: tutti possiamo cambiare, o quanto meno provare a cambiare e dare il proprio contributo per migliorare l’ambiente intorno a noi è uno dei mezzi più potenti che abbiamo per sostenere cambiamenti più radicali ma non certo meno auspicabili come quelli sociali ed economici. E vivere più felici.

Cominciare a cambiare anche dal punto di vista delle proprie ecoabitudini, significa cominciare a percepire un nuovo aspetto di se stessi. E questo è il primo passo verso il miglioramento del sé, ma anche del mondo e dell’ambiente in cui viviamo.

Di fronte al destino e ai problemi ambientali che mettono a repentaglio la nostra salute e quindi anche la nostra felicità viene spontaneo un atteggiamento di convivenza rassegnata e pacifica con i disastri, gli inquinamenti, il cibo contaminato, le acque avvelenate.

Ma si è arrivati alla necessità del cambiamento. Bisogna invertire la rotta e solo chi è capace e consapevole sa di farlo prima di essere costretto a farlo. Chi rifiuta di cambiare è colpevole: colpevole della decadenza e del degrado, colpevole di non essersi assunto le responsabilità del cambiamento.

“Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo”

Albert Camus

1. è inutile porsi un proposito del tipo “devo fare meglio la raccolta differenziata”. Il vero ecoproposito è quello di migliorare il modo di acquistare, di portare a casa meno imballaggi, di acquistare meno di quello che serve;

2. risparmiare energia: e questo significa imparare a spegnere la luce quando non serve, utilizzare gli elettrodomestici in modo razionale, insegnare ai propri figli che è inutile tenere la televisione accesa per “compagnia”. Ci si fa compagnia chiacchierando e intavolando discussioni in famiglia non con un contenitore che parla;

3. autoproduzione: in ogni necessità di consumo – dal cibo al detersivo per il bucato – dobbiamo dedicare tempo ed energia. E non significa andare al centro commerciale, perdere tempo a parcheggiare, fare la fila alle casse e poi rimettersi nel traffico…ma significa trovare tempo (e c’è di sicuro, in tutte le vite e in tutte le famiglie) per produrre un ortaggio sul balcone, per lavare il lavello semplicemente mescolando acqua e bicarbonato;

4. risparmiare acqua: lo sai che i bambini africani non hanno acqua e che sono costretti a percorrere chilometri per procurarsi poche gocce al giorno a stento per la sopravvivenza? Sarà qualunquista ma pensaci ogni volta che ti fai la doccia e lasci l’acqua perennemente aperta;

5. camminare di più a piedi, fa bene alla salute, all’ambiente e al portafoglio. Ti lamenti che la benzina costa troppo? E’ vero ma dal panettiere puoi anche andare a piedi e gli autobus ci sono e non è sempre è vero che saltano le corse, non sono puntuali e così via. Se cominciamo a lasciare la macchina a casa, meno traffico significa autobus puntuali alle fermate e aria più pulita, meno inquinata;

6. non dire no a priori alle pellicce, ai trattamenti cosmetici che usano specie animali, no all’importazione di animali esotici, se non sei convinto. Non è una moda… ma pensaci…

7. Per lo stesso motivo, non dire no a priori all’olio di palma (va bene si sa che arricchisce le multinazionali e impoverisce la biodiversità) ma informati. Essere consapevoli significa leggere bene le etichette sia dei prodotti alimentari che di quelli cosmetici;

8. insegna a tuo figlio a dire grazie e prego, a non dire parolacce, ad essere bravo a scuola e a salutare gli adulti. Ma insegnagli anche a non buttare carte per terra, fatti vedere che prendi l’autobus, che chiudi l’acqua mentre ti spazzoli i denti, che spegni la televisione e che usi l’aceto al posto dell’ammorbidente. Insomma, dagli il buon ecoesempio.

Leggete questi piccoli suggerimenti a mente aperta, cercando di coglierne la sottesa strategia di cambiamento. Non c’è miglior soddisfazione di quella di agire e concretizzare piccoli cambiamenti che altrimenti rimarrebbero in stand – by, mentre ci facciamo cullare dall’ignavia e dalla pigrizia.

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