Buon Compleanno TEX

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Tex, i 70 anni di un mito.

È il 30 Settembre del 1948 e Tex Willer fa il suo debutto in tutte le edicole italiane. Da quel momento non ha più smesso di cavalcare, tra l’Arizona e il Texas, insieme ai suoi inseparabili compagni d’avventura per combattere il crimine nel nome della legge.  Sono passati 70 anni da quel 30 Settembre e Tex è ancora lì, sugli scaffali delle edicole e delle librerie, pronto a sorprendervi.

Il personaggio nacque da un’ idea di Gian Luigi Bonelli e  Aurelio Galleppini che ne curò la parte grafica. Per il volto di Tex, il Galep (nome d’arte di Aurelio Galleppini), si è inspirato a Gary Cooper , eroe positivo di numerose pellicole cinematografiche hollywoodiane. Ad aumentare il fascino ci pensano poi i suoi storici compagni d’avventura, i pards, Kit Carson, l’indiano Tiger Jack e il figlio Kit, e le sue memorabili lotte contro il nemico di sempre, Mefisto.

Oggi mi vorrei soffermare sul perché del suo successo. Chiaro, la longevità di un eroe la si deve soprattutto alla sua storia editoriale. Molti autori e disegnatori infatti, hanno bussato alla porta della casa editrice Sergio Bonelli Editore, desiderosi di dare il loro contributo ad uno dei più importanti fumetti al mondo; per citarne giusto qualcuno: Roberto Raviola (Magnus, ndr)  Giancarlo Alessandrini,  Guglielmo Letteri, Erio Nicolò, Giovanni Ticci, Fernando Fusco e Virgilio Muzzi.  Credo però che in un Paese dove le mode vanno e vengono, un tale successo abbia radici più profonde.

Tex, molto più di un fumetto

Tex nasce in un periodo difficile per l’Italia e nonostante tutto i suoi lettori gli danno fiducia, lo acquistano, se ne innamorano, diventando così la base su cui Tex costruirà il suo successo. Il futuro per gli italiani è ancora incerto. La guerra è alle spalle ma  la paura di un nuovo conflitto è diffusa.  Il ricordo della guerra è ancora fresco. La ricostruzione delle città colpite durante gli scontri è lenta ma procede, per il morale è diverso. Le persone però non hanno smesso di sorridere e di guardare al futuro con ottimismo. Tex, si è insinuato in questa fessura, nel bisogno delle persone. Gli italiani avevano bisogno di credere ancora nella giustizia e soprattutto nella legge.

A differenza di tutti gli altri eroi che nascevano in quegli anni, Tex non è un vigilante che opera al di fuori della legge. Lui è un ranger e combattere il crimine non è un sol atto di giustizia ma anche un suo compito. Punisce nel pieno rispetto delle sue funzioni chi commette reati: trafficanti di wiskhy, ladri assassini, sceriffi corrotti. Il merito della sua giustizia è che non si macchia di pregiudizio. Emblematico è infatti il suo rapporto con gli indiani. Da sempre descritti come violenti e sanguinari, qui indossano tutt’altra maschera, divenendo l’alleato più caro del nostro eroe.

Il nostro cowboy è inoltre la rivalsa dell’uomo medio contro le ingiustizie sociali. Armato di coraggio, buona mira e il suo fedelissimo winchester, Tex si schiera con  il piccolo allevatore, al fianco dei coloni che viaggiano sui loro Conestoga contro le insidie delle guide disoneste e dei commercianti che vogliono raggirarli e derubarli.

Conclusioni

Il fascino di Tex si consolida con il tempo.

Il suo modo di fare, fiero e orgoglioso, riesce ancora ad attrarre e a trattenere vecchi e nuovi lettori. Nonostante siano passati 70 anni dalla sua comparsa, Tex continua  a non tradire il suo personaggio, regalando emozioni e scazzottate. L’analisi che vi ho voluto proporre qui, non vuole sminuire il lavoro degli sceneggiatori, ma offrire una chiave di lettura diversa di un successo editoriale come Tex. A volte i libri, i fumetti, così come l’arte in generale, esprimono molto più di quel che sembra.