Vent’anni fa nasceva Google, un nuovo motore di ricerca. I suoi ideatori lo volevano vendere, ma…

Il prossimo 14 settembre saranno vent’anni da quando Larry Page e Sergey Brin fondarono Google, la società nata dall’intuizione di un motore di ricerca per orientarsi sul World Wide Web, e oggi diventata la seconda azienda di maggior valore al mondo. Ma come è nato il motore di ricerca più famoso e remunerativo del pianeta, con un valore di oltre cento miliardi di euro?

Quando nasce Google?

Page e Brin, all’inizio, non avevano in mente di mettersi in affari; nel dicembre del 1997 i due avevano già in embrione da un paio d’anni quello che poi sarebbe diventato Google, ma volevano entrambi conseguire la laurea a Stanford per poi fare carriera all’università. Così pensarono di vendere la tecnologia che avevano sviluppato a una delle società che all’epoca permettevano di eseguire ricerche sul Web, come Yahoo!, Alta Vista ed Excite. L’unico disposto a incontrarli, però, fu George Bell, un manager a capo di Excite. Page, che aveva il pallino per gli affari, stimò un prezzo di vendita pari a 1,6 milioni di dollari, comprensivo di una consulenza di sette mesi in modo da mettere a punto il software prima di tornare a dedicarsi agli studi.
Incontrarono Bell per dimostragli quanto avanzata fosse la loro invenzione: su due computer, uno di fianco all’altro, vennero testati il motore di ricerca dei due studenti, allora 24enni, e quello di Excite. Una volta inserita la parola “Internet”, Excite diede come risultato pagine web in cinese su cui appariva anche la parola inglese “Internet”; mentre quello di Page e Brin mostrò delle pagine in cui si spiegava come utilizzare un browser per la navigazione sul web. Bell rimase a bocca aperta.

Il primo incontro degli ideatori di Google

I due giovani inventori si incontrarono per la prima volta nel 1995. Larry Page conobbe il russo Sergey Brin durante una visita turistica a San Francisco e i due, pur non piacendosi immediatamente, capirono di avere la stessa passione per l’informatica, e avevano iniziato a frequentarsi fino a diventare indivisibili. Era stato Page, mentre bazzicavano il Gates Computer Science Building, edificio di ricerca sponsorizzato da Bill Gates, a intuire che non esisteva ancora un modo affidabile per districarsi nel mondo del web, che dal 1993 era divenuto pubblico diffondendosi in modo esponenziale. Alta Vista, Yahoo! e Excite attiravano molto traffico sulla loro “home page”, ma lasciavano a desiderare quanto a risultati. Il funzionamento di questi motori di ricerca era basato su 4 passaggi: un programma esplorava il web, poi indicizzava i contenuti individuando le parole utilizzate, quindi trovava negli indici archiviati quelli più pertinenti alla ricerca e, infine, proponeva una lista di risultati. Il processo era laborioso, ma impreciso.

Come doveva funzionare Google

Il problema non era quello di trovare le pagine, ma di metterle in ordine di importanza. Larry Page, che cercava uno spunto per la sua tesi di laurea, ebbe un’idea: se i link di una pagina web potevano essere paragonati alle citazioni della bibliografia dei libri, le pagine più citate dovevano essere le più importanti. Con l’aiuto di Brin, che era un genio nella raccolta dei dati, creò un softwer in grado di scandagliare il web per ricavare i link presenti nelle pagine html e il loro primo motore di ricerca faceva proprio questo. Fu perciò chiamato BackRub perché faceva una specie di “pesca a strascico” di link a ritroso, mentre l’algoritmo che organizzava la classifica tra le pagine consentiva di trovare quella più appropriata alla ricerca.
Per fare tutto questo, però, bisognava archiviare il numero più ampio possibile di pagine web; Page pensava di riuscire a farlo in una settimana, ma in realtà ci vollero anni e centinaia di computer. In ogni caso, nel giro di un anno, la fetta di web archiviata da Page e Brin era abbastanza sufficiente a far funzionare BackRub: inserivi una parola e ottenevi una lista di pagine in base alla pertinenza. Il programma diventava più efficace a mano a mano che il web si espandeva e i link aumentavano di numero.

Google si trasforma in business

I due giovani studenti, che avevano capito come la loro ricerca iniziata per scopi accademici potesse trasformarsi in business, continuavano a non voler mettersi in affari. Erano più interessati a tornare ai propri studi, anche se magari non prima di aver guadagnato qualche milione vendendo la loro tecnologia a una grande società.
Quando nel 1997, George Bell, vide il proprio motore, Excite, stracciato da BackRub, ci rimase male e anziché pensare di acquistarlo e inglobarlo nella sua società, rifiutò l’offerta di vendita. Bell, infatti, sosteneva che BackRub offriva una risposta troppo efficace, per cui gli utenti avrebbero lasciato subito il motore di ricerca, danneggiando la raccolta pubblicitaria. All’epoca, infatti, nessuno aveva ancora capito come ricavare utili da un’attività del genere.
Nessuno voleva comprare, se non a un prezzo stracciato, l’invenzione di Page e Brin né qualcuno pareva interessato ai motori di ricerca; convinti che nessun’altro avrebbe potuto trasformare in idea imprenditoriale la loro creazione, i due si decisero a fare da sé: cercarono un nuovo nome e coniarono “Google”, traslitterazione errata di googol, che identifica il numero 1 seguito da 100 zeri; crearono una pagina web pubblica del motore e il 14 settembre 1998 fondarono Google. Ci riuscirono grazie a 100mila dollari investiti dal creatore di SunMicrosystem, Andy Bechtolsheim, che diede loro un appuntamento e in 15 minuti staccò un assegno. Page e Brin andarono a festeggiare da Burger King, poi aprirono un conto in banca e depositarono l’assegno.
A distanza di vent’anni l’azienda vale 132,1 miliardi di dollari e chissà se George Bell, dopo il suo rifiuto, è più riuscito a dormire serenamente.

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