Si è chiuso alle 19.30 di domenica sera il Buk Festival, la due giorni dedicata alla piccola e media editoria. Chi vi scrive ha avuto l’onore di parteciparvi in qualità di autore, insieme alla Casa Editrice Pluriversum, con sede a Ferrara.

L’evento è iniziato sabato 13 aprile alle ore 9.30, ed ha visto la partecipazione di cento case editrici provenienti da tutta Italia. Il luogo scelto è stato il Chiostro del Monastero di San Pietro, in pieno centro storico a Modena.

Nata dodici anni fa con lo scopo di dare voce alle migliaia di piccole realtà italiane, nel tempo ha saputo conquistarsi un ruolo di rilievo in questo tipo di manifestazioni. Soprattutto da quando, nel 2014, la città di Modena è entrata a far parte di Le Città del Libro, il progetto del Ministero per i Beni e per le Attività Culturali per rilanciare la cultura nel nostro Paese. In buona compagnia, comunque: solo per citare alcune delle partecipanti, troviamo nell’elenco Mantova, Milano, Firenze, Ferrara, Ravenna, e molte altre.

Tornando al Buk Festival, nel 2015 e 2016 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica dalle mani di Sergio Mattarella: un riconoscimento ampiamente meritato.

Oltre all’esposizione degli stand delle Case Editrici, nel fine settimana appena trascorso hanno avuto luogo conferenze, dibattiti e presentazioni, il tutto svoltosi all’interno del Chiostro ma anche della Chiesa di San Pietro, e al Salotto Aggazzotti, situato a poca distanza.

La prima sera, nel corso del Gala di Buk all’interno della Chiesa di San Carlo c’è stato un ospite d’eccezione. Il giornalista e saggista Paolo Mieli ha ricevuto il Premio Buk 2019, “per l’educazione alla coscienza critica” espressa nei suoi libri e durante le trasmissioni alle quali partecipa. Altri ospiti illustri sono stati Emma D’Aquino, giornalista del TG1; Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rai News 24; Marina Di Guardo, che ha presentato il suo nuovo libro edito da Mondadori. E anche un ospite internazionale: l’autore Denis Becker, che alla giornalista Camilla Ghedini ha raccontato il Louvre da un punto di vista diverso, quello dello sfruttamento della cultura a scopo consumistico.

Al Buk erano presenti tutti i tipi di letteratura: fantasy, sovrannaturale, narrativa, saggistica, fumettistica, libri per bambini, un po’ per tutti i gusti. Se è vero che i lettori (purtroppo) continuano a scarseggiare, la buona letteratura per fortuna è tutt’altro che morta, e forse saranno proprio le piccole Case Editrici a dare una speranza di risollevare il livello di cultura nel nostro bel Paese: che in quanto a bellezze e monumenti, non ha nulla da invidiare a nessuno altro posto del mondo.

Chi vi scrive dunque lascia il Festival con gratitudine, sperando di poter tornare in un futuro non troppo lontano.

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