Bruno Ceccobelli: l’artista dell’Era dell’Acquario

Poliedrico ed eclettico, nelle sue opere fa riferimento alla spiritualità e alla preveggenza dell'arte

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Ceccobelli racconta Enrico Baj
L'artista

Ha preannunciato l’inizio dell’Era dell’Acquario e sollevato questioni sul futuro dell’arte e il ruolo dell’artista. Bruno Ceccobelli fa parte del gruppo Officina San Lorenzo che elabora un linguaggio ricco di simbolismo e richiami alla spiritualità.


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Cos’è l’Era dell’Acquario per Bruno Ceccobelli?

Il passaggio dell’umanità a un mondo ipertecnologico e l’inizio di un nuovo ordine mondiale. Non si tratta, però, come per l’Era dei Pesci, di un cambiamento in positivo, ma di un devastante scenario di malattia e desolazione. Il mondo occidentale entra così in crisi e le persone non hanno più risorse, nascono malate e si nutrono e curano con antibiotici. La profetica riflessione dell’artista è quindi attuale in tempo di lockdown ed emergenza sanitaria. Ceccobelli descrive un uomo ormai consumato e una civiltà pandemica in cui la tecnologia riveste un ruolo determinante. Installa anche nel proprio corpo circuiti tecnologici e ragiona con gli algoritmi, elaborando miliardi di dati.

Bruno Ceccobelli e l’arte

Pittore, scultore e scrittore, interessato all’esoterismo e alle filosofie orientali, Ceccobelli ha una visione morale dell’arte. Nasce a Montecastello di Vibio il 2 settembre 1952. Formatosi all’Accademia di Roma, risente delle influenze dell’Astrattismo e di Alberto Burri. Può essere considerato un esponente della Transavanguardia, ma giunge un suo stile personale, fatto di sacralità e preveggenza. Pubblica pure libri e in “Color bellezza” presenta una visione e un’estetica personali su una società futura.

Opere e mostre

Inizia a presentare le proprie opere nel 1975 in Austria e nel 1979 partecipa al Festival della cultura italiana a Belgrado. Negli anni Ottanta segue le attività della “Nuova scuola romana” nell’ex pastificio Cerere. Per merito di Achille Bonito Oliva che nel 1984 cura la mostra “Atelier” il gruppo si afferma a livello internazionale. Espone a New York alla Jack Shainman Gallery, a Roma al Centro di cultura Ausoni epoi a Madrid alla galleria Mar Estrada. Per il Giubileo del 2000 realizza i portali in bronzo del Duomo di Terni. Sono sue opere anche il mosaico “L’eternità è la vera medicina” a Gibellina e l’installazione “Longa marcia post-temporale”. Nel lavoro “Attici unici” rappresenta invece la simbologia dei quattro elementi e la sintesi umana. Infine, Ceccobelli si dedica a numerosi progetti che lo portano a conoscere altri artisti e a perfezionare la tecnica.