Brudio (Bologna) – Sembra vicina la cattura di “Igor Il Russo” dopo l’intercettamento del raggio infrarossi

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 Un raggio a infrarossi avrebbe localizzato Igor, lo spietatissimo killer che da settimane terrorizza parte del nord Italia. Lo hanno detto gli uomini delle Forze speciali, spiegando che nella notte tra giovedì e venerdì, Igor era passato davanti al raggio a infrarossi del suo fucile. Il passo falso tanto atteso sembrava così essere arrivato, ma l’avvistamento è durato il tempo di un secondo, poi il ricercato è tornato a essere un fantasma. La cosiddetta “zona rossa” dove sono concentrate le ricerche si è così ristretta.

Sono 31 i giorni da cui tutto è partito, quando a Budrio il titolare di un bar era stato ucciso a bruciapelo dal rapinatore a volto coperto, armato di pistola e fucile, dopo aver cercato di opporsi alla rapina. Le indagini dicono che a uccidere Davide Fabbri, questo il nome del barista, è un ex militare russo di nome Igor. Man mano che passano i giorni si scopre qualcosa in più sull’identità misteriosa di questo assassino che sembra essere svanito nel nulla. È serbo e il suo nome è Igor Vaclavic, è stato in carcere in Italia, e nei suoi confronti erano stati emessi due ordini di espulsione mai messi in atto. Il suo vero nome dovrebbe essere Norbert Feher. 


Poco più di una settimana dopo la mattanza di Budrio, l’8 aprile, il secondo omicidio. Durante un normale controllo nelle valli del Mezzano due guardie ambientali di una pattuglia anti bracconaggio fermano un Fiorino. L’uomo a bordo spara e ruba, uccide Valerio Verri, uno dei due agenti e ferisce gravemente l’altro, ruba loro le armi la sua incredibile fuga nei campi. L’omicidio porta ancora una volta la firma di Igor.


Comincia la caccia all’uomo, che diventa il latitante più pericoloso d’Italia, il killer più introvabile, quello spietato. Nel corso di queste settimane di latitanza si scopre che è specializzato nel cambio di identità, che è un camaleonte, e che riesce a sopravvivere in condizioni estreme. Vengono battuti a tappeto le campagne delle province di Bologna, Ferrara, Ravenna. 1200 uomini, tra cui i carabinieri del Tuscania, e i cacciatori di Sardegna esperti nelle ricerche di latitanti solitari, i cacciatori di Calabria, le Sos e le Api antiterrorismo passano al setaccio un’area di 40 chilometri quadrati, con blitz mirati in casolari e cascine abbandonate. A cani molecolari, gli unici che fiutano le tracce del killer fantasma. Si fa strada l’ipotesi di un complice che lo aiuti nella sua fuga, nel procurargli cibo. Igor sarebbe ferito e da un casolare è sparito anche un kit di pronto soccorso.
Poi ci sono le segnalazioni. L’ultima quella di sabato scorso, quando un uomo si precipita dai carabinieri per dire che ha visto Igor di fronte a casa sua. Intervistato da molte tv l’uomo afferma: “Ero in giardino, stavo giocando con il mio cane. Lui è passato davanti al cancello, di corsa, ci siamo guardati negli occhi e poi si è messo a correre”. Anche un pakistano ha sostenuto di averlo incontrato per strada, trasandato e sporco di sangue, ma quando è stato sottoposto al riconoscimento fotografico ha detto di avere qualche dubbio.
Ora si sa che il killer, ammesso che sia davvero quello visto dall’uomo in giardino, ha la barba incolta e i capelli un po’ più lunghi di quanto visto nelle foto segnaletiche. Indosserebbe una maglia nera e pantaloni militari. Gli inquirenti ritengono che la segnalazione si a attendibile, e aspettano un altro passo falso. Fiduciosi nel fatto che Igor sia ormai allo stremo delle forze.

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