British American Tobacco sta lavorando al vaccino anti-coronavirus

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British American Tobacco: iniziata ricerca per vaccino anti-coronavirus.

Il terzo produttore mondiale al mondo di sigarette ha deciso di scendere in campo per dare il proprio contributo nella lotta al coronavirus. British American Tobacco mercoledì 1 aprile ha annunciato che ha avviato un progetto volto allo studio e alla realizzazione di un vaccino per bloccare il Covid-19. In questo momento il suo laboratorio biotecnologico, il Kentucky BioProcessing, è al lavoro per un prodotto che possa derivare dalle piante di tabacco che vengono coltivate in laboratorio.

Dunque, anche la società che produce sigarette per Camel, Pall Mall e Lucky Strike si è associata a tante altre realtà mondiali che in queste settimane si stanno impegnando a fondo per trovare un farmaco che possa finalmente porre fine all’avanzata dell’epidemia da coronavirus che sta mietendo migliaia di vittime in tutto il mondo. Ricordiamo che la struttura gestita dalla BAT, già nel 2014 è riuscita a sviluppare una terapia sperimentale contro l’Ebola.

Vaccino anti Covid-19: British American Tobacco lancia ricerca.

Al momento non ci sono certezze sulle tempistiche. In media, per trovare un vaccino ad una malattia, sono necessari diversi anni. Tuttavia, siccome nel caso del coronavirus si tratta di un’emergenza globale, i governi di tutto il mondo stanno facendo in modo che si possano accorciare i tempi della ricerca, della sperimentazione e della commercializzazione del rimedio. La comunità scientifica su questo punto è alquanto divisa, poiché ci sono alcuni esperti che parlano di 18 mesi per trovare una soluzione efficace, mentre altri ritengono che questa previsione sia troppo ottimistica.

British American Tobacco ha comunicato che l’attività del suo laboratorio è già entrata nella fase di sperimentazione sugli animali, e che si tiene costantemente in contatto con varie agenzie governative per fare in modo che il potenziale vaccino venga autorizzato ad essere sottoposto a studi clinici.

British American Tobacco punta ad avere il vaccino entro giugno

David O’Reilly, direttore del reparto ricerca scientifica di British American Tobacco, ha spiegato alla CNN che sicuramente gli studi su un vaccino sono molto complessi e difficili, ma nonostante ciò sembra che si stiano avendo già buoni risultati dalle analisi sulle piante di tabacco. Quindi, se la situazione dovesse continuare ad essere promettente, tramite gli studi clinici si potrebbe arrivare ad una produzione pari a circa 3 milioni di dosi di vaccino settimanali entro il mese di giugno.

In Australia iniziano test su nuovi vaccini

Naturalmente, l’esperto ha anche aggiunto che, se il progetto dovesse fallire, si andrebbe incontro ad una grossa perdita finanziaria, ma è un rischio che bisogna correre, trattandosi di un’emergenza sanitaria globale per la quale si richiede che vengano accorciati i tempi di realizzazione del farmaco anti-coronavirus.

BAT: a giugno potrebbe arrivare il vaccino anti-coronavirus.

L’attività del Kentucky BioProcessing è partita dalla clonazione di una sezione genetica del virus, che poi è stata iniettata nelle piante. In questo modo si è ottenuta una sostanza che potenzialmente dovrebbe immunizzare dall’infezione. Adesso, invece, si stanno effettuando degli esperimenti sui roditori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità solitamente appoggia i vaccini di origine vegetale perché la produzione richiede dei costi più contenuti, e soprattutto perché contengono meno controindicazioni ed effetti collaterali rispetto a quelli tradizionali.

L’impegno di un’azienda produttrice di sigarette nella ricerca di un vaccino anti-coronavirus ha suscitato qualche dubbio sull’eticità del progetto. Su questo punto, O’Reilly si è augurato che il settore del tabacco da cui proviene l’azienda non influisca in alcun modo sulla ricerca, e che gli esperti possano dare delle valutazioni oggettive sull’efficacia del medicinale, senza lasciarsi condizionare in alcun modo.

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