Brexit no deal: piano d’emergenza UE

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L’UE ha dato il via alla creazione di un piano di emergenza in caso hard Brexit.

Mentre il parlamento britannico brancola nel buio, l’UE ha reso note 14 linee guida in alcuni settori fondamentali che potrebbero subire gravi conseguenze per un mancato accordo.

In particolare i servizi finanziari, il trasporto aereo, le dogane e la politica in materia di clima sono gli interessi preponderanti per l’Unione.

La comunità Europea ha ritenuto urgente adottare oggi queste misure per farle entrare in vigore il 30 marzo 2019 e limitare, disagi e danni ai cittadini e alle imprese.

Ne aveva dato chiare indicazione l’UE, nella seconda comunicazione sui preparativi alla Brexit del 13 novembre 2018, proponendosi di correre ai ripari entro la fine dell’anno.

I punti chiave

  • Diritto di soggiorno e coordinamento dei regimi di sicurezza sociale

Gli Stati membri sono invitati ad essere “clementi” rispetto ai diritti dei cittadini del Regno Unito nell’UE,  se il Regno Unito si comporterà egualmente.

I cittadini del Regno Unito che vivono legalmente nell’UE alla data del recesso dovrebbero essere liberi di continuare a farlo oltre il 29 marzo 2019. Non dovrà esserci l’obbligo di visto nè per gli europei nè per i britannici. E, sempre per ambo le parti, si dovrebbe garantire la certezza del diritto e tutelare i diritti acquisiti dai cittadini.

  • Servizi finanziari

Per i servizi finanziari la Commissione Europea ha  adottato:

  • una decisione di equivalenza di carattere temporaneo e sottoposta a condizioni, per un periodo determinato limitato a 12 mesi, al fine di garantire che non vi sia alcuna interruzione immediata nella compensazione centrale dei derivati;
  • una decisione di equivalenza di carattere temporaneo e sottoposta a condizioni, per un periodo determinato limitato a 24 mesi, al fine di garantire che non vi sia alcuna interruzione dei servizi centrali di deposito titoli per gli operatori dell’UE che attualmente utilizzano operatori del Regno Unito;
  • due regolamenti delegati miranti a facilitare la novazione, per un periodo di tempo determinato di 12 mesi, di alcuni contratti derivati fuori borsa, qualora un contratto sia trasferito da una controparte del Regno Unito a una controparte dell’UE a 27.
  • I trasporti

Per evitare una interruzione del traffico aereo tra l’UE e il Regno Unito, la Commissione ha disposto quanto segue:

  • Una proposta tendente ad assicurare (per 12 mesi) alcuni servizi di trasporto aereo tra il Regno Unito e l’UE;
  • una proposta per prorogare  (per 9 mesi) licenze inerenti la sicurezza aerea.
  • Dogane ed esportazione di merci

In vista di una hard Brexit, alle merci che circolano tra l’UE e il Regno Unito si applicheranno tutte le normative dell’UE pertinenti in materia di importazione ed esportazione di merci.

  • Il clima

L’Europa vorrebbe garantire il corretto funzionamento e l’integrità ambientale del sistema di scambio di quote di emissioni. In virtù di ciò ha disposto:

  • sospendere temporaneamente per il Regno Unito l’assegnazione di quote di emissioni a titolo gratuito, la vendita all’asta e lo scambio di crediti internazionali a decorrere dal 1º gennaio 2019;
  • assegnare una quota annua adeguata alle imprese del Regno Unito per l’accesso al mercato dell’UE a 27 (fino al 31 dicembre 2020);
  • un regolamento di esecuzione mirante a garantire che, nel comunicare i dati, le imprese operino una distinzione tra il mercato dell’UE e il mercato del Regno Unito al fine di consentire, in futuro, la corretta assegnazione delle quote.

Di sicuro, ciò che l’Europa sta garantendo alla Gran Bretagna è molto di più di quello che la politica anglosassone sta garantendo ai suoi cittadini.

A Londra nelle ultime ore si è discusso dell’immigrazione

E qui forse una conclusione si è raggiunta. Ai posteri la valutazione della validità essendo sempre aleatoria. 

I  lavoratori poco qualificati provenienti dall’UE non avranno più il diritto automatico di lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit, secondo le nuove regole di immigrazione proposte.

Il Libro Bianco, così è stato definito il file di istruzioni per il controllo delle fontiere, dovrebbe condurre in Gran Bretagna solo persone altamente qualificate, massimizzando i benefici dell’economia e del popolo e minimizzando l’aspetto umano. 

Nel dettaglio, tutte misure suggerite dalla Commissione Europea nel caso dell’uscita senza un piano della Gran Bretagna sono accessibili cliccando qui.

 

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