Rispetto alla sua speranza di “una soluzione positiva dei negoziati sulla Brexit con il Regno Unito“, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si sente “dieci volte più scettico”. Ed è così. In effetti, Theresa May non è intenzionata a cedere. A scriverlo è la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, ripresa oggi da Financial Times e Guardian. Juncker avrebbe raccontato l’incontro e le sue sensazioni alla cancelliera tedesca Angela Merkel, definendo la May come un qualcuno che “vive in un’altra galassia“.

Di pronta risposta, la May durante una sua intervista su BBC, ha dichiarato di non vivere in un’altra galassia aggiungendo, poi, che “questo dimostra, come altri commenti da parte di leader europei, che ci saranno momenti in cui questi negoziati saranno duri e, perciò, c’è bisogno di una leadership forte e stabile per portare a termine i negoziati e ottenere l’accordo migliore.

Secondo quanto riportato da La Faz, May avrebbe lasciati sotto shock sia Juncker che il capo negoziatore Ue Michel Barnier, affermando che, legalmente, il Regno Unito non deve nulla ai paesi dell’Ue in base ai Trattati, mentre si parla di una potenziale fattura di 60-65 miliardi di euro.

Juncker e May avrebbero trattato anche la questione dei diritti dei cittadini, la May avrebbe suggerito che i cittadini dell’Unione Europea in Gran Bretagna potrebbero cominciare ad essere trattati in base agli stessi diritti dei lavoratori stranieri nel Regno Unito.

Nel frattempo, però, la situazione viene criticata dall’opposizione britannica, durante la campagna elettorale che precede il voto dell’otto giugno. Il leader del Partito laburista, Jeremy Corbyn, infatti, ha detto che May dovrebbe affrontare i colloqui con “rispetto” e sulla base di “valori condivisi”, il che renderebbe più semplice il creare un accordo vantaggioso. A parlare è anche il portavoce laburista per la Brexit, Keir Starmer, che afferma che la May utilizza “un approccio rigido e auto-indulgente”; “Credo che tu stia sottostimando ciò, Theresa”, le avrebbe detto il presidente della Commissione.

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