Gran Bretagna e Cina sono le principali sfide che l’Unione Europea dovrà affrontare

I leader dell’UE avevano programmato un vertice per discutere di un rivale aggressivo, potenzialmente ostile, con aspirazioni di potere economico e militare globale.

La sorpresa è che si trattava della Gran Bretagna e non della Cina.

Questo vertice non avrebbe dovuto concentrarsi sulla Brexit, ma piuttosto sul futuro dell’UE in un mondo tumultuoso.Ed alla fine i due problemi si sono rilevati molto intrecciati.

La cena di giovedì ha finito per essere tutta una questione di Brexit, piuttosto che di Pechino come previsto. 

Giovedì sera, il presidente del Consiglio, Donald Tusk, è riuscito a rinviare la scadenza della Brexit per mantenere aperta la possibilità di un ritardo a lungo termine che potrebbe portare alla permanenza della Gran Bretagna nell’UE.

La persistenza di Tusk nel nutrire tali speranze deriva non tanto dal suo affetto personale per la Gran Bretagna – formata da giovane fan dei Beatles nella Polonia comunista – anche se tale apprezzamento è genuino. “Sono più filo-britannico di te, penso,” ha scherzato Tusk con un giornalista del Regno Unito venerdì.

Piuttosto, il suo pensiero, si basa sulla convinzione che il rapporto post-Brexit non sarà intriso di valori condivisi e vincoli economici vincenti.

Invece, si aspetta una rivalità competitiva, persino tesa, in cui l’UE continua a servire da punchball per Londra e diventa un capro espiatorio per gli inevitabili problemi, finanziari e non, che seguiranno la partenza della Gran Bretagna.

“Incolperanno l’UE delle loro disgrazie”, ha detto un alto funzionario, parlando in modo anonimo per esprimere una riflessione di Tusk. “Non c’è futuro brillante dopo la Brexit.”

Le apprensioni di Tusk riflettono un avvertimento dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, dichiarando, l’anno scorso, che il Regno Unito dopo la Brexit potrebbe benissimo diventare “un concorrente e non un alleato”  in una situazione che potrebbe essere “molto drammatica”.

Tusk ha dichiarato alla conferenza stampa di chiusura del vertice che il pensiero del Regno Unito come rivale è troppo terribile per lui da contemplare.

“Non sono mentalmente in grado di trattare allo stesso modo il Regno Unito e la Cina”, ha detto. “Per me il Regno Unito è ancora un membro della nostra famiglia, non un rivale.”

Ma proprio come l’UE è preoccupata per le relazioni future con la Gran Bretagna, è anche alle prese con un misto di apprensione – e di ammirazione a malincuore – per quanto riguarda la Cina e altri Paesi in via di sviluppo.

I leader dell’Unione europea si preoccupano di salvaguardare la proprietà intellettuale e la crescita demografica che mostra chiaramente un invecchiamento, il restringimento e il controllo di una parte sempre più piccola dell’economia mondiale. Si preoccupano anche della disinformazione, dell’hacking e del cyber-terrorismo utilizzati per colpire le democrazie sviluppate.

“In un mondo più instabile, scosso dalle nuove realtà globali, tecnologiche e ambientali, non c’è dubbio che solo insieme possiamo impostare il nostro corso e difendere gli interessi strategici dell’Unione”, ha scritto Tusk ai leader nella sua lettera di invito al vertice. “Stiamo parlando di rafforzare la nostra base economica, di combattere le pratiche sleali e di affrontare i cambiamenti climatici, quindi discuteremo come utilizzare tutte le leve a nostra disposizione per salvaguardare gli interessi dei nostri cittadini e delle nostre imprese “.

A causa di questa epoca di tumulti geopolitici in tutto il mondo si è visto tutto il disagio che pesa sul cancelliere tedesco Angela Merkel mentre interveniva nel dibattito di giovedì per rimproverare i leader che sembravano tentati ad ottenere un risultato senza accordo ed espellere il Regno Unito

La Merkel, che sta esercitando il suo quarto mandato e ha iniziato un trasferimento di potere in Germania, sta affrontando le minacce di una guerra commerciale da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un’economia che mostra segni di rallentamento e di impetuoso populismo in tutta Europa. Il suo livello di tolleranza al rischio sembra azzerato.

“Anche se non hai bisogno del Regno Unito, ne abbiamo bisogno”, ha detto la Merkel durante il dibattito e proprio in quel momento stava ammonendo Tusk per aver permesso al dibattito di soffermarsi troppo a lungo sulla possibilità di costringere il Regno Unito a uscire senza un accordo, ma la sua osservazione è stata interpretata come un messaggio per il presidente francese Emmanuel Macron e altri che spingono per una linea più dura.

Mentre cerca di farsi strada nel mondo, l’UE affronta un’incognita fondamentale: il più importante campione mondiale di soft power multilaterale sarà abbastanza forte da affermare i suoi valori e difendere veramente i suoi interessi?

Negli anni a venire, la Gran Bretagna e la Cina potrebbero creare dei problemi al riguardo.

Il problema principale è regolamentare in maniera più rigida gli investimenti di Pechino oppure la presenza di navi da guerra della Royal Navy che pattugliano il Mar Cinese Meridionale?

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, dando il via alla discussione sulla Cina di venerdì, ha rimproverato i leader di non aver iniziato il dibattito relativo ai rapporti bilaterali già anni fa. Secondo un diplomatico presente, Juncker ha notato l’assenza di “reciprocità nelle relazioni commerciali con la Cina” e ha affermato che “l’UE ha sbagliato a sperare che la Cina rispettasse sempre più i diritti umani con l’aumentare suo progresso economico”.

In un discorso che fa riflettere, Juncker ha detto che non ci sono stati progressi su tre risultati concordati in un vertice UE-Cina dello scorso anno: apertura dell’aviazione civile; maggior tutela per le indicazioni geografiche (denominazioni alimentari UE premium); e un gruppo di lavoro sulla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio.

“L’UE dovrebbe essere chiara, ma più ferma con la Cina”, ha detto Juncker, secondo il diplomatico, e ha chiesto una regolamentazione degli investimenti più severo affinchè si possa potenzialmente ridurre la crescente influenza della Cina nelle aziende europee.

In piedi con Tusk alla conferenza stampa di chiusura, Juncker ha dichiarato di aver trovato più facile al vertice discutere della Cina piuttosto che della Gran Bretagna. “Non perché la Cina chiede di aderire all’Unione europea, ma perché non sta lasciando l’Unione europea”, ha spiegato.

A volte Juncker sembrava quasi Trump nel lamentarsi di pratiche commerciali sleali. “La concorrenza tra la Cina e l’Unione europea non è giusta”, ha dichiarato.

È probabile che la Brexit si risolva molto prima rispetto alla questione con la Cina . 

Invece di seguire il consiglio dei leader dell’UE e chiedere una nuova scadenza prima dell’elezione del Parlamento europeo, il 23 maggio, il primo ministro britannico Theresa May ha chiesto di rinviare la Brexit fino al 30 giugno. E invece di offrire un’alternativa qualora i deputati rifiutassero il suo accordo per la terza volta, la May ha semplicemente espresso ottimismo sull’argomento, secondo i diplomatici dell’UE.

Di conseguenza, i funzionari dell’UE sono intervenuti e le hanno dato due nuove date: il 22 maggio, se vince la ratifica per l’accordo Brexit negoziato con Bruxelles, o il 12 aprile per tornare con un nuovo piano se fallisce.

Per il momento, l’UE ha il sopravvento e la May, in attesa della discussione a porte chiuse di giovedì sera, ha rapidamente accettato l’offerta.

Entrambe le parti hanno descritto i loro scambi come cordiali,anche se si è potuto notare frustrazione reciproca e toni sarcastici sulla Brexit,perchè,fondamentalmente,  un risultato senza accordo sembra inevitabile.

La preoccupazione più immediata sia per l’UE27 sia per il Regno Unito è che la Brexit distragga da questioni più importanti come la politica cinese, ha affermato Amanda Sloat, senior fellow della Brookings Institution. Caso in questione: May non ha partecipato alle discussioni del vertice sulla Cina di sabato, dicendo che doveva tornare a Londra per occuparsi della Brexit.

“Mi chiedo se il Regno Unito e l’Unione europea diventeranno rivali politici ed economici, considerando il fatto che la geografia, la storia, gli interessi finanziari, i problemi di sicurezza e i valori condivisi richiederanno una stretta cooperazione per il prossimo futuro”, ha affermato Sloat. “La mia più grande preoccupazione è la natura onnicomprensiva della Brexit, che potrebbe impedire, al Regno Unito in particolare, ed all’UE di impegnarsi efficacemente contro i rivali internazionali”.

Notando come il vertice sulla Cina sia diventata un vertice sulla Brexit, Sloat ha detto: “Brexit già occupa la maggior parte dei dibattiti a Londra concentrando poco l’attenzione del Governo e del Parlamento sulle sfide globali.”

Ha aggiunto: “Anche se il parlamento britannico ratificasse un accordo sulla Brexit, le due parti devono intraprendere negoziati altrettanto complicati e controversi sul loro futuro rapporto: in qualche modo, la Brexit affliggerà l’Europa per anni e rischia di sminuire l’attenzione dalle minacce emergenti. “

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