Brexit cosa succederà sabato 19 in Parlamento

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Brexit: nuova proroga fino al 31 ottobre.

Si attendo il voto del Parlamento Britannico sull’accordo raggiunto con l’UE. Brexit: ecco cosa succederà sabato 19.

Con il via libera dell’Unione Europea sull’accordo con il Regno Unito per l’uscita, ora tutti gli occhi sono puntati sul Parlamento britannico. Vediamo che cosa succederà sabato 19 sul fronte Brexit.

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Il voto sull’accordo

L’intesa con l’Europa deve necessariamente essere approvata dal Parlamento britannico, che si riunirà in via eccezionale questo sabato, cosa che non accadeva dalla guerra delle Falklands.

L’esito della votazione, tuttavia, è tutt’altro che scontato. I numeri per la maggioranza per il momento non ci sono, ma non è detto che il Primo Ministro Boris Johnson non riesca a trovarli all’ultimo minuto.

I numeri per la maggioranza sull’accordo Brexit che verrà votato sabato 19

Il governo di Boris Johnson, che ha effettuato le trattative, da settembre non detiene più la maggioranza a Westminster, dopo che il gruppo dei ribelli Tory ha votato la legge anti no-deal.

L’accordo raggiunto nella giornata di ieri, inoltre, è una versione aggiornata dell’accordo raggiunto dal governo May a novembre del 2018. Questo accordo è stato bocciato per ben tre volte dal Parlamento britannico, costringendo l’allora Primo Ministro Theresa May alle dimissioni.

L’intesa, allora, ottenne 286 voti sui 320 che costituiscono la maggioranza. Il Primo Ministro Boris Johnson dovrà dunque trovare i restanti voti per ottenere la maggioranza.

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In che modo si potrebbe raggiungere la maggioranza e chi potrebbe votare per l’accordo Brexit

I voti mancanti potrebbero provenire dai dissidenti tra i laburisti. Nonostante il leader del partito laburista, Jeremy Corbyn, abbia già dichiarato di essere contrario all’accordo per la Brexit, alcuni deputati potrebbero non seguirlo. Questi deputati, 21 circa, in passato si sono già astenuti o hanno votato con i conservatori.

Anche i voti dei cosiddetti falchi della Brexit potrebbero essere determinanti. Si tratta, infatti, di un gruppo di 28 deputati del gruppo Tory (ultraconservatori), che sono stati determinanti nella bocciatura dell’accordo portato in Parlamento da Theresa May. Le perplessità principali di questi deputati riguardavano la clausola di garanzia del confine tra Irlanda del Nord e Irlanda. Nonostante le modifiche attuate dall’attuale governo su questo punto dell’accordo, sembrerebbe che la sostanza non cambi. Bisognerà vedere, dunque, se questa nuova versione li convincerà.

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Il no annunciato degli unionisti nord-irlandesi del Dup

Il gruppo di 10 deputati del partito degli unionisti nord-irlandesi, è abbastanza grande da poter essere ago della bilancia. Dopo l’approvazione da parte dell’Unione Europea dell’accordo, i deputati del Dup hanno già espresso la propria volontà di votare no. L’accordo, infatti, non sembrerebbe soddisfare le loro richieste. Desiderano un’intesa che tuteli gli “interessi economici e costituzionali di lungo termine dell’Irlanda del Nord e l’integrità dell’unione”

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Brexit- cosa succederà se l’accordo viene bocciato sabato in Parlamento

Sembrerebbe probabile, dunque, che l’accordo venga ancora una volta bocciato con la votazione del 19 ottobre. Cosa succederà a quel punto?

Grazie alla legge fatta approvare dall’opposizione e parte della maggioranza il 3 settembre 2019, prima della “prorogation“, la data della Brexit verrà nuovamente rinviata.

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La legge in questione, infatti, obbliga il Primo Ministro a chiedere all’Unione Europea di spostare la data di uscita dall’UE, prevista per il 31 ottobre, al 31 gennaio 2020. Questo, naturalmente, solo nel caso in cui l’accordo verrà bocciato in Parlamento.

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