Brescia – Fermato l’aggressore che per gelosia accoltella 49enne

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Una coltellata a tradimento. Un colpo inaspettato e veloce. Poi la fuga, durata poche ore. È stata la gelosia ad armare la mano di Giancarlo Babo, il 38enne che ieri mattina, in una traversa del quartiere Abba di Brescia, ha affondato un coltello nel torace di Massimiliano Cappelli, 49 anni, senza riuscire ad ucciderlo.

Ed è stata proprio la vittima, sanguinante, a ripetere più e più volte il nome del colpevole ai vicini di casa che per primi lo hanno soccorso: «Chiamate la Polizia e dite che è stato l’ex marito di Elena». Testimonianza finita a verbale fornendo gli estremi del primo, e unico, indiziato. «Vivevano qua da sei mesi – raccontano i vicini – Massimiliano Cappelli, la compagna Elena e le figlie di lei.

Non abbiamo mai notato nulla di preoccupante». Babo, raccontano altri, «veniva a trovare le bambine». Nulla faceva presagire il peggio. Ma la realtà, come sempre, è un’altra. I FATTI. Sono le 8.30 del mattino quando al civico 29 della Traversa Sesta qualcosa non va secondo le abitudini: Massimiliano Cappelli è per strada, passeggia su e giù. La compagna Elena è al lavoro, le bambine sono a scuola.

«Strano, pensano i vicini nel vederlo sveglio così presto -. Fa la guardia giurata di notte e la mattina dorme sempre». Ma ieri, dopo una telefonata con l’aggressore, i due hanno deciso d’incontrarsi. Cappelli ha aspettato Babo all’incrocio, e lui si è presentato alle 8.55. «È arrivata una Bmw nera, un uomo è sceso e ha detto “sono qua” – racconta una testimone -. Subito dopo è risalito in auto ed è sfrecciato via. Cappelli si è incamminato verso casa, all’improvviso si è accasciato. Perdeva sangue».

Alla vista del sangue e della ferita è stato il panico e le grida della donna hanno richiamato il marito, Ciro Battipaglia, che era in casa e si è precipitato in strada per aiutare Massimiliano Cappelli assieme ad altre persone che, nel frattempo, avevano già chiamato il 112. In attesa dell’ambulanza Battipaglia ha fatto tutto il possibile per evitare l’emorragia.

Ha tenuto premuto un asciugamano sulla ferita di Cappelli e ha fatto in modo che restasse vigile e sveglio fino all’arrivo dei soccorsi che poi lo hanno trasferito d’urgenza al Civile, dove è stato ricoverato in gravissime condizioni. «Continuava a ripetere “Chiamate la Polizia e dite che è stato l’ex di Elena”» raccontano le testimoni, e la Polizia è arrivata. Poco dopo le 9 gli agenti della squadra Volante hanno delimitato la scena del crimine e i colleghi della Scientifica si sono messi al lavoro per raccogliere ogni reperto utile alle indagini lampo condotte dalla Squadra Mobile.

Le testimonianze hanno fornito indizi essenziali e le caratteristiche dell’auto sono state diramate alla Stradale. In tarda mattinata Giancarlo Baba è stato arrestato a casa sua, pochi chilometri distante dal luogo dell’aggressione. Ed è stata ritrovata anche l’arma, un coltello da cucina. Nel corso dell’interrogatorio con il magistrato ha ammesso di aver accoltellato Massimiliano Cappelli, facendo emergere questioni legate alla difficoltà di accettare la nuova relazione della ex moglie. Un rapporto conflittuale quello fra i tre, tutti di origini campane, con un epilogo drammatico. Giancarlo Babo è accusato ora di tentato omicidio. •

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