Brescia, Elena Perotti perde il suo diritto di essere madre

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Il Tribunale per i minori di Brescia, il 21 marzo 2017, ha dichiarato lo stato di adottabilità dei figli, uno di tre anni e mezzo e la bambina di 15 mesi, di Elena Perotti. La donna, 28 anni, con la complicità di un amico attualmente in carcere a scontare una condanna di 10 anni, nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2012 a Travigliato (Brescia) aggredì William Pezzullo, ex-fidanzato, colpevole di averla lasciata quando aspettava un bambino, sfregiandolo con l’acido e rendendolo cieco.

Da tempo entrambi i bambini vivono lontano dalla madre secondo provvedimento provvisorio adottato dal Tribunale dei minori in attesa della sentenza depositata ieri. C’è stata poi un’ulteriore condanna per la donna ad un anno e sei mesi per stalking. Il PM aveva infatti dedotto dai messaggi mostrati in fase di dibattimento come la donna non avesse una personalità adeguata ad esercitare la potestà genitoriale. La bambina però, a contrario del fratello maggiore, ha un padre conosciuto da Elena in comunità e successivamente sposato.

Contro la sentenza di adottabilità Cristina Tramacere, avvocato di Elena, ha presentato ricorso, il che implica la possibilità di restituirli alla madre nel caso in cui i giudici cambino idea.

Dal canto suo, William Pezzullo, ormai invalido al 100%, non ha ottenuto nessun tipo di risarcimento e con una petizione su change.org ha tentato di chiedere un intervento del governo per istituire un fondo a favore delle vittime di aggressione. Ha successivamente dichiarato, in un video postato su GoFundMe, che le spese per le visite specializzate hanno costretto lui e i suoi familiari ad usare tutti i risparmi, vendendo inoltre l’attività commerciale di famiglia. Vorrebbe poi operarsi all’estero ma le cifre per questo tipo di interventi si aggirano sui 100-200 mila euro, senza dimenticare le spese di viaggio e alloggio. “Sono grato per ogni singola donazione, non importa quanto piccola” ha dichiarato in ultimo nel suo video-appello.

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