Brasilia come Capitol Hill: i sostenitori di Bolsonaro assaltano i palazzi del potere  

0
233
Assalto a Brasilia: legislatori americani e brasiliani in trattativa per collaborare nelle indagini

Brasilia come Capitol Hill. I sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro hanno assaltato i palazzi del potere. Secondo le prime stime sono stati almeno 15mila i bolsonaristi che hanno partecipato all’assalto. Le immagini sono rimbalzate sulle tv mondiali. Dall’UE agli USA si è levato unanime un coro di solidarietà a Lula.

Brasilia come Capitol Hill: cos’è successo?

Brasilia si trasforma in Washington. A due anni dall’assalto a Capitol Hill si replica, con modalità identiche. I sostenitori dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro come i filo trumpiani hanno deciso di non rispettare l’esito delle urne e sono passati all’assalto armato dei palazzi del potere.  La rivolta, che mette in evidenza la grande polarizzazione del Paese, è durata poco più di tre ore. Non ci sono state segnalazioni immediate di morti o feriti, ma gli invasori hanno lasciato una scia di distruzione, lanciando mobili attraverso le finestre rotte del palazzo presidenziale, inondando parti del Congresso con un sistema di irrigazione e saccheggiando le sale cerimoniali della Corte Suprema.

La polizia basiliana ha riferito di aver arrestato centinaia di persone e di aver ripreso il controllo del Congresso del paese, del palazzo presidenziale e della Corte Suprema. “Le indagini continueranno fino all’identificazione di tutti coloro che hanno preso parte all’assalto”, ha promesso la polizia.   

Lula accusa Bolsonaro

In una conferenza stampa dallo stato di San Paolo, il presidente Lula ha accusato Bolsonaro di incoraggiare la rivolta da parte di coloro che ha definito “vandali fascisti”. “Non ci sono precedenti per quello che hanno fatto. Tutte queste persone che hanno fatto questo saranno trovate e saranno punite”, ha detto Lula. Ma Bolsonaro, che ha lasciato il Brasile il 30 dicembre, due giorni prima della fine del suo mandato, e si è recato in Florida, respinge le accuse. “Le manifestazioni pacifiche, secondo la legge, fanno parte della democrazia. I saccheggi e le invasioni di edifici pubblici come quelli di oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sono illegali. Respingo le accuse, senza prove, attribuitemi dall’attuale capo dell’esecutivo del Brasile. Durante tutto il mio mandato sono sempre stato nel perimetro della Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà“, ha affermato Bolsonaro. Il ministro della Giustizia brasiliano Flavio Dino ha affermato che l’assedio dei sostenitori di Bolsonaro a Brasilia è stato un atto di “terrorismo” e di “golpismo”.

UE e USA condannano l’assalto

Unione europea e Stati Uniti condannano l’attacco. “Condanno l’assalto alla democrazia e al trasferimento pacifico del potere in Brasile. Le istituzioni democratiche hanno il nostro pieno sostegno e la volontà del popolo brasiliano non deve essere compromessa. Non vedo l’ora di continuare a lavorare con Lula”, ha affermato il presidente americano Joe Biden. “Sto seguendo con preoccupazione quanto sta accadendo in Brasile. Ogni atto di violenza contro le istituzioni democratiche deve essere condannato con grande fermezza. I risultati elettorali vanno sempre e comunque rispettati”, ha affermato il ministero degli Esteri italiano Antonio Tajani. “Quanto accade in Brasile non può lasciarci indifferenti. Le immagini dell’irruzione nelle sedi istituzionali sono inaccettabili e incompatibili con qualsiasi forma di dissenso democratico. È urgente un ritorno alla normalità ed esprimiamo solidarietà alle Istituzioni brasiliane”, ha invece detto la premier Giorgia Meloni.

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha condannato l’assalto. “Condanno fermamente l’assalto alla democrazia in Brasile. Questa è una grande preoccupazione per tutti noi, i difensori della democrazia. Il mio pieno sostegno al presidente Lula, eletto liberamente ed equamente”, ha detto von der Leyen.


Leggi anche: Assalto a Capitol Hill: un anno dopo