Brasile: si teme golpe in mezzo ai raduni pro-Bolsonaro

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Brasile: si teme golpe in mezzo ai raduni pro-Bolsonaro

I sostenitori del presidente brasiliano Jair Bolsonaro scenderanno in piazza il 7 settembre per difendere il loro presidente dai numerosi attacchi, che includono anche una richiesta di impeachment. Bolsonaro, parlando delle proteste, ha affermato che saranno un “ultimatum” per la Corte Suprema. Ora, in Brasile si teme un possbile golpe in mezzo alle manifestazioni pro-Bolsonaro. A lanciare l’allarme diversi esponenti di spicco della politica.  

In Brasile si teme un possibile golpe: cos’è successo?

I sostenitori del presidente brasiliano Jair Bolsonaro hanno organizzato delle proteste per il 7 settembre. Bolsonaro, parlando delle proteste, ha affermato che saranno un “ultimatum” per la Corte Suprema (Stf). “Il messaggio che darai scendendo in piazza, popolo brasiliano, sarà un ultimatum per queste due persone. Non possiamo ammettere che una o due persone usino il loro potere per dare una nuova direzione al nostro Paese”, ha detto il presidente, riferendosi, senza nominarli, ai giudici Alexandre de Moraes e Roberto Barroso, due degli undici componenti della Stf con i quali Bolosnaro ha avuto numerosi scontri. Dopo le parole di Bolsonaro, un influente gruppo di ex presidenti, primi ministri e figure pubbliche di spicco ha affermato, in una lettera aperta, che sono preoccupati che il presidente e i suoi alleati possano organizzare un colpo di Stato militare.

Cosa afferma la lettera?

La lettera aperta afferma che le manifestazioni dei sostenitori di Bolsonaro rappresentano un pericolo per la democrazia. La lettera sostiene inoltre che le manifestazioni equivalgono a un’insurrezione come quella del 6 gennaio in USA. I firmatari della lettera affermano che le marce a livello nazionale dei sostenitori di Bolsonaro contro la corte suprema e il Congresso, che coinvolgono gruppi suprematisti bianchi, polizia militare e funzionari pubblici a ogni livello di governo, “alimentano i timori di un colpo di stato nella terza più grande democrazia del mondo”. Inoltre sottolineano che il 10 agosto Bolsonaro “ha diretto una parata militare senza precedenti attraverso la capitale Brasilia, mentre i suoi alleati al Congresso spingevano riforme radicali al sistema elettorale del paese che secondo lui sono fondamentali prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno”.

La lettera aperta avverte: “I membri del Congresso in Brasile hanno avvertito che la mobilitazione del 7 settembre è stata modellata sull’insurrezione al Campidoglio USA il ​​6 gennaio 2021. Siamo seriamente preoccupati per l’imminente minaccia alle istituzioni democratiche del Brasile – e rimaniamo vigili per difenderle prima del 7 settembre e dopo. Il popolo brasiliano ha lottato per decenni per garantire la democrazia dal governo militare. Non si deve permettere a Bolsonaro di derubarli adesso”.

Chi sono i firmatari della lettera?

I firmatari della lettera includono José Luis Rodriguez Zapatero, l’ex primo ministro spagnolo; Yanis Varoufakis , l’ex ministro delle finanze greco; Jeremy Corbyn, l’ex leader laburista del Regno Unito; Fernando Lugo, l’ex presidente del Paraguay; Caroline Lucas, il parlamentare britannico dei Verdi; Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel argentino e attivista per i diritti umani.


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