Braccialini, dichiarata fallita l’azienda di borse fiorentine

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Braccialini

Il Made in Italy perde pezzi. Di azienda in azienda stanno scomparendo le eccellenze produttive italiane e se i brand non vengono opportunamente salvati e valorizzati in operazioni societarie si rischia anche di perdere quei tratti identitari, unici e riconoscibili della moda, dell’artigianato, del design italiani, quei segni distintivi che hanno proiettato fuori dai confini del Bel Paese la creatività, la sapienza e l’abilità tutta italiana.

A chiudere i battenti, come riporta il Messaggero è Braccialini, lo storico marchio fiorentino della pelletteria. Per meglio dire, la Braccialini spa è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze, mentre il marchio continuerà a sopravvivere nell’ambito della produzione di Graziella Group, la holding che già nel 2017 aveva acquistato lo storico marchio.

Per il tribunale la decisione era inevitabile visto che per “Braccialini vi era l’impossibilità tecnica di una gestione che, pur sgravata da oneri finanziari, dall’ansia delle azioni esecutive e supportata dalla collettività tramite ricorso massiccio a cassa integrazione, era ormai decotta”, tenuto anche conto che non risultava assicurato il pagamento neanche del 20% minimo ai creditori.

Braccialini

Borse,pochette ma anche tracolle e shopping bag: sin dal 1954 la produzione manifatturiera di Braccialini si è sempre caratterizzata per uno stile unico, colori luminosi,forme eccentriche, ricercatezza nelle finiture e nei materiali.

Nei primi anni ’50, Roberto e Carla Braccialini iniziano l’avventura dell’azienda artigianale di borse: è Carla a continuare dopo la morte del marito fino all’ingresso nei primi anni Ottanta dei figli Riccardo e Massimo. Per la storica azienda inizia un florido momento di espansione grazie al co- branding con Vivienne Westwood, Fiorucci, Rocco Barocco e Bagutta. Nel 1993 apre il primo negozio monomarca a Firenze. Negli anni successivi crescono a un ritmo esponenziale anche all’estero i negozi. Altre tappe importanti, l’acquisto del marchio Francesco Biasia nel 2011 e l’ingresso nel mercato dei profumi femminili fino all’acquisto da parte della Graziella Holding nell’aprile 2017 e la dichiarazione di fallimento del febbraio 2018.

 

Braccialini

Oltre sessant’anni di fiorente attività nel settore della pelletteria, in un distretto industriale – quello fiorentino – che vanta un buon numero di piccole e medie imprese dentro le quali sono nate grandi griffe note in tutto il mondo della moda. La leather valley fiorentina produce pelletteria di alta qualità con fatturati interessati, magari non più come nel passato, ma comunque degni di nota in tempi di crisi dell’export e aumento del costo della produzione.

Un distretto del lusso insomma, una sorta di quartier generale della pelle di qualità dove Braccialini era in buona compagnia con Gherardini e The Bridge solo per citarne alcuni. Un comparto in salute che non conosce crisi e che ha alimentato un vero e proprio polo fiorentino di grande eccellenza che insiste e resiste di fronte all’omologazione, al mercato globale, all’assalto cinese sorretto dal basso costo della manodopera e delle materie prime.

Qui conta l’organizzazione sistemica tra i tre grandi fattori della produzione: il capitale, il lavoro e la tecnologia, messi insieme e variabilmente combinati dal sapere, da quel know – how unico e distintivo, dalla combinazione tra elevata artigianalità e innovazione industriale.

Una filiera altamente competitiva che punta su addetti qualificati per migliorare le proprie capacità di adattamento al mercato e a nuovi scenari di consumo: i marchi toscani sono i più conosciuti a livello mondiale (qui nel 1921 nasce anche il marchio Gucci) e contribuiscono in modo significativo a portare alto il nome del Made in Italy sui mercati internazionali reggendo di fronte alla crisi e mantenendo stabile il livello occupazionale contando sul soddisfacimento del segmento medio – alto e di lusso del mercato.

 

 

 

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