Braccialetti Rossi, la fiction

“Braccialetti Rossi”, sono ormai passati due anni dalla messa in onda dell’ultimo episodio della fiction targata Rai 1. Questa serie TV al momento del suo debutto sul piccolo schermo, ma anche in seguito, ha avuto molto successo ed è stata capace di tenere incollati alla televisione spettatori di ogni età. Adulti e ragazzini si sono infatti appassionare puntata dopo puntata alle storie di vita raccontate. Il tema che la fa da padrona è la malattia, vista e vissuta in maniera diversa da ognuno dei protagonisti. Per scoprire però tutti i retroscena ed anche per analizzare il profilo dei personaggi ho chiesto a Giulia Flauto che interpretò il personaggio di Olga.

I PERSONAGGI DI “BRACCIALETTI ROSSI”

“Braccialetti Rossi” (un po’ diversa dalle altre fiction) ruota intorno alle vicende, purtroppo non di quelle più positive, di un gruppo di ragazzi che si trova a dover combattere contro la malattia. I protagonisti sono cinque “guerrieri” che si ritrovano dentro alle mura di un ospedale, e che accomunati da alcuni fattori instaurano un legame molto forte di amicizia. Leo (Carmine Buschini), Cris (Aurora Ruffino), Vale (Brando Pacitto), Davide (Mirko Trovato) e Rocco (Lorenzo Guidi), sono questi i nomi dei personaggi che hanno catturato il cuore di migliaia di persone e che sono riusciti attraverso il piccolo schermo a sensibilizzare i più giovani. Tramite le loro storie hanno donato speranza a chi davvero soffre e soprattutto a quei ragazzi che sono costretti dentro a degli ospedali. Il bello poi di questa fiction è che nonostante la malattia si creano delle sotto trame, delle storie umane che fanno incontrare e separare i personaggi che vivono le vicende della loro età come ogni normale adolescente.

COM’E’ COMINCIATA L’AVVENTURA CON LA FICTION BRACCIALETTI ROSSI

Com’è cominciata la tua esperienza a “Braccialetti Rossi”? 

“La mia esperienza a “Braccialetti Rossi”è cominciata un po’ per caso. All’epoca frequentavo la seconda superiore. Un giorno si sono presentati a scuola, l’Istituto Superiore Pietro Scalcerle a Padova, un gruppo di signori che avrebbe dovuto tenere dei casting ed erano venuti proprio perché sapevano che nel nostro istituto c’erano molte ragazze. Ovviamente nessuno sapeva il motivo di questi provini, però io volli provare un po’ per gioco, un po’ per curiosità, così mi presentai. Al provino mi chiesero di improvvisare su un tema che avevano scelto loro, cioè far capire la mia paura più grande mediante la recitazione, e poi mi chiesero se sarei stata disposta a tagliarmi i capelli.  Questa domanda mi insospettì un po’ perché poi parlando con altre compagne capii che ero l’unica a cui l’avessero fatta.”

Dopo aver sostenuto il provino a scuola cos’è successo? Avevi aspettative particolari?

“Dopo aver fatto il provino a scuola appunto, mi chiamarono per un secondo provino a Milano, dove erano presenti tanti altri ragazzi che provenivano da diverse parti d’Italia, ed era presente anche il regista, Giacomo Campiotti al quale feci subito una buona impressione. Da quell’audizione passò un po’ di tempo e arrivò l’estate. Ad agosto ricevetti una chiamata dai produttori i quali mi dicevano che sarei dovuta partire per andare in Puglia. Le riprese sarebbero cominciate nelle settimane successive! Cominciai quindi a lavorare, e dato che si girava a Fasano, presi diversi aerei con tratta Venezia-Bari e molti treni che da Bari mi portavano a Fasano appunto. Fu molto impegnativo anche perché persi diverse ore di lezione a scuola.”

L’AVVENTURA 

Dove avete girato? Quanto tempo sono durate le riprese?

“In generale le riprese duravano dai 6 ai 7 mesi complessivamente, ma siccome io avevo un ruolo secondario i mesi in cui ero impegnata andavano dai 2 ai 3. Poi facevo spesso avanti-indietro da Padova a Fasano e con me i miei genitori perché allora ero minorenne e quindi dovevo essere accompagnata. Quando però per lavoro loro non potevano spostarsi trovavo sempre qualcuno ad aspettarmi a Fasano, ad esempio i genitori degli altri attori e tutti si prendevano cura di me. Mi chiamavano la “piccola padovana””. 

Com’è stato lavorare con attori/attrici che avevano già esperienza nel set?

“E’ stato spaziale! Ho conosciuto tantissimi attori che prima avevo visto solo in televisione, ricordo ancora quando vidi Luca Ward…ero incredula. Poi conobbi Francesca Valtorta che interpretava la sorella di Cris, la protagonista femminile impersonata da Aurora Ruffino. Adoro entrambe, io, Francesca e Aurora diventammo subito amiche e tra di noi parlavamo molto e ci confidavamo. In generale però ero benvoluta da tutti.”

OLGA: IL PERSONAGGIO

Com’è stato interpretare il personaggio di Olga? Che gioca un ruolo fondamentale nei confronti di Cris.

“Interpretare Olga è stato bellissimo. Ricordo ancora la prima scena che ho girato… ero agitatissima e dovevo ricordarmi tantissime cose: le battute, i gesti, i movimenti! Mi aiutarono molto anche perché era la mia prima esperienza come attrice. La cosa più difficile da fare era piangere e mentre Aurora ci riusciva benissimo essendo attrice, io dovetti mettere un burro cacao al mentolo per stimolare la lacrimazione. Non potete immaginare le risate!”. 

Sei stata una dei personaggi secondari più amati di Braccialetti. Perché secondo te?

“Secondo me perché io, come altri personaggi che interpretavano i miei colleghi, ho portato allegria, forse ho alleggerito un po’ il tono abbastanza triste che necessariamente doveva avere la fiction, dato che purtroppo si parlava di malattie. Oltre a ciò credo che Olga sia stata così apprezzata dal pubblico perché ha aiutato Cris nel suo percorso di guarigione. Credo che il mio personaggio abbia regalato felicità, allegria e un po’ di gioia.”

Come ti sei preparata per interpretare questo ruolo? Avevi mai frequentato corsi di recitazione?

“No, non ho mai frequentato corsi di recitazione, infatti per interpretare Olga non mi sono preparata qualcosa di particolare perché fondamentalmente Olga sono io. Mi spiego meglio, lei è solare, allegra, un po’ pazza ed ama la vita proprio come me. Ho recitato un ruolo sì ma sono stata sempre me stessa ed è questo che secondo me è piaciuto di più di Olga. Per questa ragione appunto, non è stato molto difficile.”

UN MESSAGGIO IMPORTANTE

Il tuo personaggio è stato una figura molto positiva per tante ragazze, come ti senti per questo? Cosa pensi dei tuoi fans?

“Il messaggio che Olga ha voluto dare, ma soprattutto che io attraverso i social continuo a dare, è quello di amarsi. L’aspetto fisico conta fino ad un certo punto, perché la bellezza si manifesta in maniera diversa in ognuno di noi, e quando noi stessi ci amiamo per ciò che siamo, anche gli altri impareranno ad amarci. Dobbiamo partire però da noi, un’altra cosa che dico sempre è che non dobbiamo fingere di essere ciò che non siamo solo per apparire “perfetti” agli occhi degli altri. Ognuno di noi è unico ed è proprio questo il bello, no? Grazie all’esperienza di Braccialetti la mia autostima è cresciuta, e la mia vita è un po’ cambiata, solo in positivo ovviamente.

Io adoro le ragazze che mi seguono, e mi piace molto rispondere ai loro messaggi, se posso aiutarle o dare loro qualche consiglio lo faccio molto volentieri.” 

PROGRAMMI PER IL FUTURO

Hai degli eventi in programma per il futuro?

“Sì, ho in agenda degli eventi a Napoli e a Bari, con Barbara Marin una fotografa con cui lavoro che si occupa di fashion kids. Infatti entrambe adoriamo i bambini. Io sono tornata da poco dalla Spagna perché ho lavorato come animatrice in un villaggio. Lavorare con i più piccoli è una gioia ogni volta.

Saremo a Napoli dal 9 all’11 novembre e a Bari a fine novembre. Incontreremo tanti ragazzi con i quali parlerò della mia esperienza a Braccialetti, mi racconterò e li incoraggerò a credere in loro stessi, perché se nei sogni ci credi, alla fine si realizzano.”

Ci saranno delle reunion col cast in futuro?

“Per il momento non c’è ancora niente di confermato, ma non si sa mai…

Con altri attori di Braccialetti ci siamo rivisti parecchie volte ad eventi in cui siamo entrati in contatto con ragazzi meno fortunati di noi perché magari affetti da qualche malattia. Incontrarli per me è stata un’esperienza toccante e commovente, mi hanno lasciato davvero tanto perché sono dei guerrieri, spero di avergli regalato anche io un sorriso.”

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