Twitter rimuove account che appoggiano il presidente serbo

Twitter rimuove quasi diecimila account, un rapporto dimostra un collegamento tra i bots e il partito del presidente Serbo

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Twitter rimuove account

Twitter ha rimosso migliaia di account collegati a una piattaforma di promozione del presidente serbo Aleksandar Vučić. Questa azione ha dato un duro colpo alla campagna del presidente, intenta a plasmare l’opinione pubblica online.

Un centro di cyber policy, lo Stanford Internet Observatory, ha osservato che questi account erano attivi da anni. In particolare la loro attività si è concentrata a metà 2018 e 2019, soprattutto, per potenziare Vučić e il suo partito.

Lo hanno fatto retwettando account pro-Vučić, condividendo collegamenti legati ai contenuti del presidente e attaccando i suoi avversari, in particolare l’Alleanza per la Serbia. In totale sono risultati più di 12,5 milioni di retweet di account a favore del presidente serbo e oltre 14,8 milioni di collegamenti ai suoi contenuti. Un secondo rapporto, dimostra che le attività in rete sono cresciute l’anno scorso, quando sono iniziate le proteste antigovernative ” One in Five Million”.

La manipolazione dell’opinione pubblica in internet non è una novità per la Serbia. Le segnalazioni dei cosiddetti “bots” sono frequenti, da quando il partito SNS è salito in carica nel 2012.

L’SNS non ha mai dichiarato pubblicamente che gestisce, o che chiede ad altri di gestire per suo conto, i programmi di manipolazione online. Eppure sui social network ci sono numerose prove del contrario.

I “bots” non sono macchina, sono attivisti del partito che vengono retribuiti per fare ciò che fanno. Sulle piattaforme social, condividono contenuti a favore del partito, mentre cambiano e ridimensionano quelli degli avversari. Inoltre, si aggregano sotto i posts antigovernativi, rispondendo alle critiche e agli insulti.

La confessione di un bot

Nel 2017, il quotidiano serbo Kurir, ha pubblicato “una confessione di un bot”. Un articolo che mostrava in dettaglio il funzionamento della macchina della propaganda politica. La confessione rivela una vasta rete di persone impiegate e pagate per pubblicare commenti. L’obbiettivo è quello di cambiare il corso delle notizie, manipolare l’opinione pubblica in base agli eventi in corso.

Un esempio, è stata una causa di un dipendente del Ministero della Gioventù e dello Sport contro Aleksandar Vučić. I bots raccontano che l’obbiettivo era sempre lo stesso, nascondere la causa dai social. Lo facevano principalmente commentato i post contro il governo, affiliando al dipendente epiteti ricorrenti e volgari.

Un altro obbiettivo ricorrente sono i partiti e le organizzazioni contrarie al governo. Una di queste organizzazioni è la NDB. Miloš Budimir dell’NDB ha dichiarato: ” questo colpo alla macchina della propaganda del regime è significativo. Mostra chiaramente che ci sono limiti e che l’esercito SNS non può promuovere all’infinito notizie false e calunnie”.

 Stefan Janjić, caporedattore del gruppo fakenews.rs, avverte del legame tra questi bots e la diffusione di numerose notizie false. Lo Stanford Internet Observatory, conclude il suo rapporto con un’accusa: ” sebbene non sia stata stabilita una connessione precisa tra questa rete e SNS, non ci possono essere dubbi, che questa rete era allineata con gli sforzi del presidente per consolidare se stesso e il suo partito al potere.” Le prove, secondo l’osservatorio, sono relative al contenuto condiviso dagli account e il periodo di tempo in cui sono stati attivi.

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