La strage di cavalli in Thailandia

Un nuovo virus sta terrorizzando la Thailandia

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La strage di cavalli in Thailandia

La strage di cavalli in Thailandia è causata da un potente virus che sta attaccandogli equini, prendendo polmoni, causando febbre a,e uccidendoli in poche ore. Sono deceduti 186 animali.

La polizia thailandese sta controllando i confini e mettendo in quarantena gli animali malati.

Il virus AHS è comparso in concomitanza con il coronavirus, ma non c’è correlazione tra i due. Non sono stati registrati casi di AHS, in nessun’altra parte del mondo. Altri Paesi sono stati informati del virus e stanno controllando i sintomi, per evitare che contagi anche i loro cavalli.

La Thailandia dovrà prestare molta attenzione all’esportazione degli animali, anche per quanto riguarda la corsa dei cavalli o altri eventi. Il dipartimento degli Stati Uniti ha annunciato: “i servizi veterinari del Dipartimento di controllo degli animali e delle piante fitosanitarie degli Stati Uniti stanno ponendo restrizioni all’importazione di equini dalla Thailandia, sulla base della diagnosi della malattia del cavallo africano in più specie equine di età e sesso diversi”.

La mobilitazione dei vari Paesi

Il New York Animal Import Center di New York, è l’unica sede che accetta l’importazione di cavalli affetti da AHS. Nel centro, gli animali una volta arrivati, rimangono in quarantena per circa 60 giorni.

I funzionari sanitari thailandesi, hanno adoperato un centro di controllo delle malattie, dove diverse squadre stanno testando gli equini malati. Inoltre, la nazione ha istituito una hotline per segnalazioni riguardanti qualsiasi tipo di trasporto illegale degli animali.

Per diagnosticare l’AHS, i funzionari sanitari prelevano un campione di sangue dal cavallo vivo, o un campione di milza post mortem. 162 dei 186 equini deceduti, si sono ammalati nell’epicentro della malattia a Nakhon Ratchasima, nel nord-est della Thailandia. Un funzionario ha ricordato che questo virus è nuovo in Thailandia, non lo hanno mai visto prima, e devono indagare su come è arrivato nel loro Paese.

L’Organizzazione mondiale per la salute animale ha cancellato la Thailandia dall’elenco “AHS-Free Country”, dopo i primi 42 decessi. La malattia non attacca solo i cavalli, ma anche muli, zebre, asini, cammelli e cani.

Una piaga che esiste da secoli

Il Pirbright Institute, con sede in Inghilterra, sta lavorando attivamente per la produzione di un vaccino contro l’AHS. Non esistono ancora medicinali in grado di contrastare la malattia, i farmaci antinfiammatori non steroidei possono alleviare il dolore o ridurre la febbre. Il virus può essere diffuso attraverso il sangue, per poi attaccare polmoni, milza e tessuti linfoidi.

I sintomi possono includere febbre, perdita di appetito e gonfiore intorno agli occhi, labbra, guance, lingua e collo dei cavalli. Un equino non contagia direttamente un altro equino, il virus si trasmette attraverso piccole mosche a due ali che ricordano i moscerini. I cani invece, possono essere contagiati mangiando carne di cavallo contaminata.

La maggior parte dei casi di AHS compaiono nell’Africa sub-sahariana, ma si trovano anche in Medio Oriente, Pakistan, India, Marocco, Spagna e Portogallo. Il National Institutes of Health in Maryland, ha dichiarato che l’AHS, è in realtà una piaga che affligge gli allevatori di cavalli da centinaia di anni. La mortalità del virus è del 70%. Inoltre, la distribuzione geografica del moscerino, si allarga sempre di più con l’aumentare del riscaldamento globale.

Il maggior numero di morti avvenne tra il 1959-63 in Medio Oriente e nel sud-ovest asiatico, uccidendo più di 300.000 cavalli, ha detto l’NIH. La malattia era stata fermata con l’utilizzo di medicinali sperimentali.