Denunciato il presidente del Brasile Jair Bolsonaro

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denunciato Jair Bolsonaro

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato denunciato per essersi unito a un raduno pro-dittatura, non rispettando il distanziamento sociale. Ex presidenti, politici e giornalisti, hanno denunciato uno dopo l’altro il comportamento del presidente brasiliano, considerandolo “idiota” e “antidemocratico”. Bolsonaro ha infatti partecipato a una protesta per il ritorno alla dittatura militare.

Domenica, quando Jair Bolsonaro ha lasciato il suo palazzo presidenziale per fraternizzare con i radicali, i decessi a causa del virus hanno raggiunto quasi 2.500 persone. I manifestanti hanno avanzato alcune richieste: la fine delle misure di allontanamento sociale, la chiusura del congresso e della corte suprema del Brasile, e la ripresa di un decreto dittatoriale, utilizzato dai governanti militari negli anni ’60, per soffocare i propri avversari politici.

Ad un certo punto, durante la protesta, il presidente brasiliano si è arrampicato su un camion: “l’era del furto è finita. Ora sono le persone al potere”, ha dichiarato alla folla. Mentre pronunciava le sue frasi, Jail Bolsonaro ha tossito ripetutamente. ” Tutti in Brasile devono capire che devono cedere alla volontà del popolo brasiliano” ha proseguito.

Le accuse degli ex presidenti

L’azione di Bolsonaro è stata ritenuta da molti un mezzo per distrarre le persone dal crescente bilancio delle vittime a causa del virus. in qualsiasi caso, ha scatenato subito denunce e proteste.

L’ex presidente Fernando Henrique Cardoso, ha twittato: ” Deplorevole per il presidente partecipare alle proteste antidemocratiche. E’ tempo di unirsi attorno alla costituzione contro tutte le minacce alla democrazia”.

Un altro ex presidente, Lula da Silva ha scritto: ” La stessa costituzione che consente a un presidente di essere eletto democraticamente contiene anche dispositivi per impedire loro di condurre il paese alla distruzione della democrazia e un genocidio della popolazione”.

Rodrigo Maia, il capo della camera bassa del Brasile ha affermato che il suo Paese non è in lotta solo contro il coronavirus, ma anche contro il “virus del totalitarismo”. Eduardo Paes, ex sindaco di Rio de Janeiro, ha twittato: ” Ci sono sempre stati dei cretini che si aggirano per sfidare la democrazia. Generalmente sono minoranze di cui non si sente nemmeno il solletico”. Ha poi proseguito aggiungendo che in questo caso, la situazione è ancora più grave, dato che è il presidente del Brasile a inneggiare una dittatura militare. Soprattutto, perché quel presidente è stato eletto democraticamente.

Il foglio di lavoro di O Globo ha definito le parole di Bolsonaro un “pericoloso” assalto allo stato di diritto democratico. Perfino le forze militari sono rimaste sconvolte, e un loro alto funzionario ha chiesto ai cittadini di ignorare le azioni del presidente.

La risposta di Bolsonaro

Lunedì mattina, Bolsonaro ha negato di aver attaccato la democrazia. Tuttavia, ha poi proseguito dicendo: ” io attualmente sono la costituzione”.

E’ nota a tutti la simpatia del presidente per i militari che hanno governato il Brasile dal 1964 al 1985, e di numerosi autocrati, tra cui il cileno Augusto Pinochet.

Nei giorni precedenti, Bolsonaro ha agito in modo controverso in risposta al coronavirus, minimizzando “l’isteria dei media”. La scorsa settimana, il presidente ha licenziato il Ministro della Salute Luiz Henrique Mandetta. Il Ministro, si era precedentemente scontrato per lui, accusandolo di minare le raccomandazioni del Ministero della Salute, fatte per la salvaguardia delle vite dei brasiliani. Il sostituto, non ha fatto commenti sulla decisione di Bolsonaro di infrangere le linee guida domenica, durante la manifestazione.