Ddl Zan: a che punto siamo?

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Il dibattito sul ddl Zan, che prende il nome del relatore Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico, sull’omotransfobia, misoginia ed abilismo infiamma non solo sui social e in TV, ma soprattutto nella Commissione giustizia del Senato. In Commissione la Lega presenta un ddl alternativo a quello presentato dal centro-sinistra.

Ddl Zan: linee generali

Il disegno di legge Zan modifica l’art. 604 bis del Codice penale, ovvero punendo chi fa propaganda o chi istiga alla discriminazione ed alla violenza per motivi legati al sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Il ddl in questione introduce anche la Giornata nazionale contro l’Omotransfobia, il 17 maggio. Un nodo pungente riguarda la definizione dell’identità di genere, definita come : “identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso“. La Camera ha approvato il ddl in prima lettura il 4 novembre 2020. Il testo è stato approvato, grazie ad un’ampia maggioranza composta da PD, M5S, LeU e alcuni deputati di Forza Italia. Adesso la battaglia è al Senato, dove il ddl è stato calendarizzato dopo tanto ostruzionismo da parte dell’opposizione.

La risposta dell’opposizione

Il leader della Lega Matteo Salvini propone un testo alternativo, modificando l’art.61 del Codice Penale, inserendo l’orientamento sessuale tra le aggravanti comuni. Il leader del Carroccio è disposto a dialogare, purché non si tocchino i bambini, la scuola, la famiglia ,la teoria del gender e soprattutto che non si vengano a creare reati di opinione. Il presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari ha dichiarato che il dibattito deve continuare in seno alla Commissione. In precedenza, si è espressa anche la Conferenza Episcopale Italiana. La CEI ha espresso apertura al dialogo, a condizione che non si violi l’unicità della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio.

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Maggioranza compatta sul ddl Zan

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle continuano la loro battaglia per l’approvazione del ddl. Monica Cirinnà (PD) vuole andare avanti con lo stesso testo approvato alla Camera. Altri esponenti dem vorrebbero emendare riguardo alla differenza tra sesso e genere. Il M5S ha iniziato una raccolta firme per evitare il lungo iter in Commissione e presentare in poco tempo il disegno di legge in aula. Secondo la senatrice M5S Alessandra Maiorino, i pentastellati vogliono applicare l’art. 77, comma 1 di Palazzo Madama: “è possibile avanzare la richiesta da parte di un decimo dei componenti del Senato, che ne sia dichiarata l’urgenza con la fissazione di un termine per l’inizio dell’esame in assemblea”.

Il dibattito extra-parlamentare

La battaglia a favore del ddl contro l’omotransfobia continua soprattutto sui social, grazie all’endorsement di molti artisti come Elodie, Piero Pelù, Michele Bravi ed in particolare Fedez. Quest’ultimo ha incendiato gli animi durante il concertone del 1 maggio, citando le dichiarazioni omofobe da parte di esponenti leghisti.

Il vaso di Pandora che Fedez ha aperto il 1 maggio