Boss in Ferrari: traffico bloccato per farlo passare

0
253
Boss in Ferrari

Il traffico bloccato per far passare il boss in Ferrari alla comunione del figlio. Il caso ad Arzano (Napoli), denunciato dal senatore Sandro Ruotolo e dal presidente cittadino del Pd Paolo Mancuso

Il caso ad Arzano (Napoli), denunciato dal senatore Sandro Ruotolo e dal presidente cittadino del Pd Paolo Mancuso: “La camorra lancia segnali pericolosi alla cittadinanza”

Una festa di comunione con pregiudicati in Ferrari e Lamborghini che bloccano il traffico cittadino ad Arzano, comune della città metropolitana di Napoli sciolto per infiltrazioni della camorra per ben tre volte negli ultimi dieci anni. La denuncia arriva dal senatore Sandro Ruotolo e dal presidente del Pd metropolitano di Napoli Paolo Mancuso. Ruotolo e Mancuso, in una nota, descrivono l’episodio e sottolineano la necessità di “accendere i riflettori su Arzano perché nonostante gli sforzi dello Stato di ripristinare la legalità, la camorra lancia segnali pericolosi alla cittadinanza”.

“Boss in Ferrari alla comunione del figlio ad Arzano”: la denuncia

L’ultimo episodio sarebbe accaduto domenica scorsa. “Indagato dalla magistratura come boss del clan degli Amato-Pagano ad Arzano – spiegano Ruotolo e Mancuso – Pasquale Cristiano, citato tra l’altro nell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere 31 persone a Melito, da un anno agli arresti domiciliari, in occasione della comunione del figlio avrebbe usufruito di un permesso per partecipare alla celebrazione in chiesa.

Lite sul lungomare di Napoli: tre giovani feriti con un coltello

Operazione contro il phishing bancario: 7 arresti a Napoli

L’uomo, alla guida di una Ferrari in corteo con una Lamborghini guidata dal presunto capo zona di Frattamaggiore e accompagnato da altre auto di grossa cilindrata, avrebbe scorrazzato rumorosamente per oltre mezz’ora per le strade della cittadina. Per agevolare il passaggio del corteo, i guardaspalle avrebbero bloccato gli incroci e fermato il normale traffico veicolare”.

La scena è stata immortalata dagli stessi protagonisti in filmati postati sui social e condivisi e commentati da numerosi utenti. “La magistratura, le forze dell’ordine, la prefettura ad Arzano stanno conducendo una battaglia durissima contro la camorra e la malapolitica. La pressione investigativa ha portato a importanti risultati ma purtroppo c’è da constatare come il radicamento e la riproducibilità criminale fanno di Arzano un caso nazionale – proseguono ancora gli autori della denuncia -. Ricordiamo che il Comune è stato sciolto per infiltrazioni della camorra per ben 3 volte negli ultimi dieci anni.

In questo clima di effervescenza criminale, commistioni politico-camorristiche e segnali inquietanti come le scritte apparse sui muri della 167, il prossimo mese di ottobre si dovrebbe votare per il rinnovo del consiglio comunale oggi commissariato. C’è il rischio concreto di un pesante condizionamento malavitoso nelle nuove consultazioni e la probabile partecipazione alle elezioni di quei soggetti politici protagonisti nell’aver agevolato le infiltrazioni criminali nella pubblica amministrazione. Nell’eventualità sarà il caso di coinvolgere la commissione parlamentare antimafia nell’esame di legalità dei candidati”.

“Vogliamo, infine, ricordare che un commissario prefettizio, il segretario comunale e il capo dei vigili urbani sono stati oggetto di recente – concludono – anche di pesanti minacce di morte. Ad Arzano, infine, un cronista è stato minacciato e vive sotto scorta. Dobbiamo liberare Arzano, dobbiamo schierarci tutti. Chi resta indifferente è complice della camorra”.