La Lunigiana è una terra a cavallo fra la Liguria e la Toscana,  questa zona è proprio fra le province di Massa Carrara e La Spezia, dove tutto sa di storia. Le pietre raccontano di un Medioevo a tratti cruento, ma anche di un’importante via verso Roma: la Via Francigena. E poi le splendide pievi, gli innumerevoli castelli sparsi in una vegetazione dove il tempo sembra essersi fermato. Ed è proprio in questo contesto che, appena abbandonata la Liguria per entrare in Toscana, ecco apparire sulla collina il borgo fortificato di Caprigliola, frazione del Comune di Aulla. Pare che le origini storiche della località risalgano almeno al X secolo, quando gli Obertenghi si appropriarono dei luoghi strategici dell’area. E Caprigliola vanta una posizione davvero invidiabile sulla collina, a controllo dell’antica Via Francigena nel tratto che segue il corso del fiume Magra. L’importanza fluviale è anche confermata dalle tariffe applicate al transito di merci, come testimoniato nel Codice Pelavicino. La particolare posizione di questo borgo è anche evidente nella sua annessione alle terre dominate dai vescovi di Luni, come confermato da Federico I nel 1185, quando concesse l’area al vescovo Pietro.

Di questa storia è permeato il borgo ancora oggi, ed è piacevole parcheggiare l’auto fuori dalle mura e addentrarsi a piedi, attraversando la porta d’ingresso, e cominciando a percorrere il “Borgo Dritto”, stretta via pedonale che taglia a metà l’abitato, collegandone i due punti opposti. Le case, una attaccata all’altra, e le irte scale che salgono verso la chiesa di San Nicolò, danno subito l’idea di come venisse concepita la vita nel Medioevo. Fa sorridere pensare che oggi si passeggia lungo le mura difensive, volute dai Medici di Firenze, per assaporare il panorama che ivi si gode, mentre nei secoli passati questa costruzione aveva ben altre finalità.

La gente, cordiale e socievole, si dà da fare per abbellire le strette vie con vasi di fiori e antichi attrezzi della cultura contadina.

In cima alla collina svetta la torre cilindrica che oggi fa da campanile alla settecentesca chiesa di San Nicolò. Dall’antistante piazzetta la veduta sulla vallata è davvero meritevole. Ma ancora più piacevole è sedersi e rimanere in silenzio ad ascoltare i sommessi “rumori” del paese: le rondini che felici sfrecciano e vanno a riposarsi nei numerosi nidi che hanno costruito sotto i tetti delle case, e di tanto in tanto qualche parola che giunge dal sottostante bar. Sembra incredibile che nel XXI secolo esista ancora un luogo di pace, eppure così è.

Un gatto nero si aggira guardingo lungo il vicolo che scende alle mura medicee, sta ben attento che non lo disturbi mentre sono intenta a fotografare qualche scorcio caratteristico. In certi angoli sembra come vedere apparire un pellegrino in transito lungo la Via Francigena, intento a riprendere il suo cammino.

Caprigliola forse è proprio questo: un borgo che fortunatamente per la sua posizione geografica e per le sue mura medicee è riuscito a rimanere estraneo ad alterazioni moderne. Un salto nel passato che si rinnova anche nel vicino Santuario della Madonna degli Angeli, erede del medievale ospedale Arfofara, proprio su quella Via Francigena che in Lunigiana percorre un bel tratto nella storia.

Il centro storico di Caprigliola
Caprigliola – particolare

ransito lungo la Via Francigena, intento a riprendere il suo cammino.

Caprigliola forse è proprio questo: un borgo che fortunatamente per la sua posizione geografica e per le sue mura medicee è riuscito a rimanere estraneo ad alterazioni moderne. Un salto nel passato che si rinnova anche nel vicino Santuario della Madonna degli Angeli, erede del medievale ospedale Arfofara, proprio su quella Via Francigena che in Lunigiana percorre un bel tratto nella storia.

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