Bonaria Manca, l’Arte Visionaria della pittrice-pastora

Oggi con la sua firma si contano almeno 1000 dipinti su tela. Ai quali bisogna aggiungere i ricami, gli arazzi e i mosaici. E poi le pitture murali, perché nel 1996 Bonaria inizia a decorare le pareti della sua casa di Tuscania. Chiamò la sua casa ''la Casa dei Simboli''

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Bonaria Manca

Bonaria Manca scompare all’età di novantacinque anni. Chi di voi ricorda questa meravigliosa donna? Una persona come poche, grazie alle testimonianze a suo nome. Scompare e ci lascia un secolo di vita straordinaria. “Se so ricamare saprò anche dipingere!”, le sue parole.

BONARIA MANCA – Biennale Arte

Bonaria Manca scompare all’età di novantacinque anni, una donna come poche. Ad annunciare la morte della pittrice è stata l’Amministrazione comunale di Tuscania della . ”All’1,30 di stanotte ci ha lasciati Bonaria Manca, nostra concittadina, artista pluripremiata di fama internazionale dall’animo gentile, che ha saputo trasmettere attraverso la sua arte le tradizioni culturali della sua terra natia”. Una Chagall della vita semplice. Un’artista capace di dare forme e colori al suo mondo interiore rendendolo, come ha osservato lo scrittore e cineasta francese Jean-Marie Drot ”pittura cosmica”. Binaria si lega alla pittura in modo particolarmente profondo, rendendola parte di sé.

Oggi con la sua firma si contano almeno 1000 dipinti su tela. Ai quali bisogna aggiungere i ricami, gli arazzi e i mosaici. E poi le pitture murali, perché nel 1996 Bonaria inizia a decorare le pareti della sua casa di Tuscania. Chiamò la sua casa ”la Casa dei Simboli”. Una straordinaria composizione murale raggiunta in otto anni di lavoro. Oggi potrebbe essere definita come: ‘un’incredibile installazione d’arte contemporanea’. Le scene riportate sulle sue paure sono numerose e disparate, ad esempio: vita contadina, il mare, le lavandaie al fiume, processioni religiose, ricordi dell’infanzia, animali, figure al confine tra realtà e fantasia, divinità pagane che si ricollegano alla storia etrusca.


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Bonaria Manca, cosa testimoniò Vittorio Sgarbi?

Vittorio Sgarbi prese Bonaria sotto la sua protezione, così testimonia: ”Dalla Sardegna alla Tuscia l’imperturbabile e fuori dal tempo Bonaria Manca ci ha lasciato, nei dipinti e sulle pareti della sua casa, il sogno di un mondo da lei vissuto e da noi perduto vivendolo per noi e trasferendolo nella pittura. Per questo le saremo per sempre riconoscenti”. Parole che vanno di pari passo con quelle dello scrittore e cineasta francese, direttore dell’Accademia di Francia a Roma. Jean-Marie Drot: ”La cosa che mi piace nella opera di Bonaria è il fatto che quasi niente ci viene dalla testa, ma tutto viene dal cuore. Per me la sua è una pittura cosmica. La casa di Bonaria, in una certa maniera è unica forse in tutta Italia. Avere un quadro di Bonaria è come avere un talismano, un portafortuna in un mondo di solitudine, di aprire subito una finestra su un domani, un futuro che sarà pieno di luce!”.

Lo Studio d’Artista è stato reso inamovibile

 Il Ministero dei Beni Culturali nel 2015 dichiara la casa di Bonaria ”di interesse particolarmente importante”.  Per questo motivo lo Studio d’Artista è stato reso inamovibile dall’appartamento in cui si trova, nell’attesa che possa essere restaurato e valorizzato ulteriormente. Se qualcuno si trovasse in Tuscania, obbligo regalare una visita alla dimora di Bonaria! Un luogo dove il colore regna sovrano e l’ambiente fuori immediatamente sparisce. Uno scrigno d’amore e fantasia. Le meravigliose parole di Bonaria: ”Non ho mai mischiato i colori, si mischiano da soli. Non sono stata mai capace di scegliere e di essere padrona di un colore. Sarà una grazia di Dio, era tutto dentro di me. Passiamo tutti sulla terra per lottare e ci vuole coraggio per affrontare la vita”.


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Bonaria Manca: artista e pastora

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