Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha escluso un eventuale incontro con il leader nordcoreano Kim Jong Un “se ci fossero le giuste condizioni” che ora, secondo la Casa Bianca, mancano.

Lo ha dichiarato, ieri in un’intervista a “Bloomberg”, aggiungendo persino che sarebbe “onorato” di poter concretizzare tale possibilità.

L’apertura, molto apprezzata dalla Cina che ha chiesto anche oggi ad ambo le parti di attuare “iniziative concrete per la pace”, arriva dopo un momento di forte tensione, che non accenna a diminuire, tra i due Paesi.

La Corea del Sud ha confermato, infatti, che  alcuni bombardieri atomici americani hanno sorvolato nelle ultime ore la Corea del Nord, durante le esercitazioni in corso con Seul e Tokyo, per rispondere alle provocazioni del Regime.

L’agenzia di stampa del Governo di Pyongyang, Kcna, ha accusato gli imperialisti americani “di procedere in modo sconsiderato verso una guerra nucleare nella penisola coreana”, perché gli Usa “hanno fatto sorvolare dei bombardieri strategici B-1B sui principali obiettivi della Corea del Nord”. L’esercito del regime – ha assicurato la fonte – “è pronto ad agire in ogni modo”.

La già difficilissima situazione rischia di complicarsi ulteriormente a causa della richiesta di Pechino, al Pentagono, di fermare il dispiegamento del sistema missilistico Thaad, attivato proprio nelle ultime ore, giudicato come una seria minaccia alla propria sicurezza nazionale.

“Prenderemo tutte le misure necessarie per rispettare i nostri interessi”, ha tuonato il portavoce del Ministero degli Esteri Geng Shuang.

La crisi tra Washington e Pyongyang sarà sicuramente, insieme a quella siriana e ad altre questioni bilaterali, al centro della telefonata tra il Capo della Casa Bianca Donald Trump e quello del Cremlino Vladimir Putin che avverrà oggi alle 18:30 (ora italiana).

 

 

 

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