Bomba Brindisi: cosa è successo per davvero nella città pugliese

La bomba di Brindisi è stato uno degli avvenimenti più seguiti dagli italiani nella giornata di ieri, ma cosa è successo di preciso? Analiziamolo insieme.

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Ieri ha avuto a luogo a Brindisi quella che è stata la più grande operazione di disinnesco di sempre in Europa. Il ritrovamento di una bomba della seconda guerra mondiale, infatti, ha portato all’evacuazione di ben 54 mila persone mentre gli artificieri lavoravano per disinnescare l’ordigno. Si tratta di un provvedimento di proporzioni enorme, che è andato a toccare anche persone che vivevano in punti molto distanti rispetto a quello in cui la bomba era effettivamente posizionata, e tutto ciò ha determinato un clamore talmente forte da rendere “bomba brindisi” uno dei termini più ricercati su internet in questi giorni. Ma cos’è accaduto di preciso? Vediamolo insieme.

Bomba Brindisi: dove è stato ritrovato l’ordigno

Attualmente a Brindisi è in attività un grandissimo multisala che ha praticamente oscurato del tutto la concorrenza: si tratta del Maxicinema Andromeda, un colosso fatto di più e più sale e capace di accontentare i gusti di tutti i potenziali spettatori. Visto l’enorme successo dell’Andromeda, i suoi proprietari hanno deciso di ampliare ulteriormente la struttura costruendo altre sale in cui poter proiettare ancora altri film: proprio durante gli scavi necessari per questi lavori è stata trovata la bomba. L’ordigno in questione era costituito da ben 40Kg di tritolo, e subito dopo il suo ritrovamento (avvenuto circa un mese fa) il sindaco di Brindisi si è attivato affinché venissero messe a punto tutte le procedure necessarie per disinnescare l’arma garantendo nel frattempo la sicurezza di tutti i cittadini.

Bomba Brindisi: come si è svolta l’operazione disinnesco

Fin da subito, dunque, la giunta comunale ha fissato la data del 15 dicembre 2019 affinché si procedesse col disinnesco. A ciò si è unita un’ordinanza di evacuazione che ha colpito un’area molto ampia della città, in cui vivono circa 54mila persone: tutti questi brindisini hanno dovuto lasciare le loro abitazioni entro le 8 del mattino, ed eventuali trasgressori avrebbero rischiato multe salatissime e perfino 3 mesi di carcere. Al fine di scoraggiare quanto più possibile l’eventualità che qualcuno decidesse di rimanere in casa, l’aeronautica militare ha messo a disposizione dei droni con rilevatori di calore così da poter monitorare con estrema facilità l’eventuale presenza di persone nell’area indicata.

Il comune si è inoltre mobilitato per garantire agli sfollati dei punti di raccolta dove trascorrere la “mattinata di fuoco” qualora non avessero altri posti in cui recarsi, e la polizia ha elargito continui aggiornamenti in tempo reale su piattaforme come Google Maps e Waze affinché il traffico potesse defluire il più velocemente possibile. Mentre la città veniva mobilitata come probabilmente non accadeva da decenni, 15 artificieri dell’undicesimo reggimento Genio guastatori di Foggia hanno provveduto a disinnescare l’ordigno: le operazioni si sono dunque concluse, come previsto, entro le 13:00, e a quel punto i brindisini sono potuti tornare tranquillamente a casa.

Bomba Brindisi: troppo allarmismo o misure ben ponderate?

Come spesso accade in questi casi, la bomba di Brindisi ha reso esplosivo anche l’umore delle persone del luogo: alcune segnalazioni parlano di un’applicazione troppo macchinosa delle ordinanze, descrivendo dei veri e propri controsensi nei punti di confine fra l’area colpita dall’evacuazione e quella esterna. In tali punti, infatti, ci è stata segnalata la presenza di condomini in cui chi vive negli appartamenti posizionati su un versante ha dovuto sgomberare, chi vive invece sugli appartamenti del lato opposto ha potuto rimanere tranquillamente in casa. In questi casi, inoltre, le nostre segnalazioni parlano di punti di raccolta posizionati a pochissimi passi dagli appartamenti che hanno dovuto essere sgomberati: un’operazione che ha prodotto insomma del malcontento.

Tutto è bene quel che finisce bene

D’altro canto, è chiaro a tutti come dover disinnescare una bomba possa costituire un grave rischio, e che in caso di esplosione non è proprio un gioco da ragazzi quantificare con precisione l’area in cui potrebbero esserci dei danni. Col senno di poi, a questo punto, è bene essere semplicemente contenti per il buon risultato dell’operazione e ringraziare il destino per la mancata esplosione dell’ordigno in un lasso di tempo così lungo: immaginate cosa sarebbe successo se la bomba fosse esplosa mentre il cinema era gremito di clienti, ad esempio.

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