Sposta gli arbusti, allarga i rami e, fra la vegetazione, spuntano piccole gallerie sotto la ferrovia della Bologna-Portomaggiore, grandi abbastanza per essere attraversate da un uomo. A mostrarle è Angelo Franceschi, pensionato di Castenaso, che ha una casa di campagna a Traghetto di Argenta nel cuore della zona rossa, dove Norbert Feher, alias Igor il ‘russo’, è stato inseguito e avvistato più volte. Le gallerie sono state usate dal criminale serbo per nascondersi ed eludere gli infrarossi di droni e elicotteri.


Prima di diventare un pluriomicida, Feher avrebbe utilizzato i cunicoli per derubare gli agricoltori e anche Franceschi. “Sono sicuro che Igor abbia usato le gallerie – spiega –. La conferma arriva dal fiuto dei cani molecolari dei carabinieri che si sono addentrati nei cunicoli. Il killer, quando era soltanto un ladro, mi ha rubato prosciutti e salami dal mio capanno. Sono sicuro che sia stato lui. Come faccio a dirlo? Era sempre in giro in questa zona. Non l’ho visto mentre mi razziava il capanno, ma chi abita qui sa quante volte in cerca di cibo ha usato le nostre case come se fossero delle vere e proprie dispense”.


Le gallerie della ferrovia sono rivestite di pietra e servono per evitare che le piccole colline sulle quali passano le rotaie diventino barriere naturali causando allagamenti durante i temporali. “Nei cunicoli ci passano volpi, istrici e altri animali – continua Franceschi –. I cani molecolari vengono tratti in inganno da tutti questi odori. Credo sia impossibile trovare Igor in mezzo alla boscaglia che circonda il passo del Morgone”. Nella terra bagnata dalla pioggia, affondano gli stivaloni di gomma di Franceschi: “Non so come il killer riesca a muoversi. Deve essere stremato, ma ha un vantaggio rispetto ai militari. Lui conosce questa zona come le sue tasche. Lo so perché dopo i furti che metteva a segno sapeva come sparire in pochi minuti. Chissà quante volte ha attraversato queste gallerie”. 


Mani di un vecchio artigiano quelle di Franceschi che hanno impastato con la calce ogni mattone della sua casa di campagna: “Abito a Castenaso, ma ormai sono sempre qui a Traghetto. La mia villetta l’ho tirata su da solo. Conosco ogni metro quadrato della zona. L’ho detto ai carabinieri dove dovevano andare per cercare il killer. Paura? No, non credo che il criminale cerchi me. Igor ha altro a cui pensare”. A pochi metri dalla casa di Franceschi un agricoltore indica delle impronte nel fango: “Qui ho trovato segni fra l’ortica e le foglie. C’era un giaciglio di Igor di qualche settimana fa. I cani molecolari sono impazziti passando. Ha dormito sull’ortica come se fosse un materasso. È davvero incredibile quello che riesce a fare”.

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