Bologna – Forze dell’ordine cambiano strategia: nella caccia al “Igor Il Russo”

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Pattuglie mobili e pochi appostamenti: gli investigatori cambiano strategia nella caccia a Igor, il killer di Budrio, e attendono un suo errore

All’apertura di bar e negozi, ieri mattina, a Molinella (Bologna), non c’era la solita pattuglia dei carabinieri fissa nella piazza di Marmorta. Dopo cinquanta giorni, gli investigatori hanno deciso di mischiare le carte: niente più auto fisse con posti di blocco agli incroci delle strade, ma pattuglie mobili e un incremento delle ricerche nelle campagne. Gli uomini dell’Arma, infatti, sono convinti che il killer sia ancora nella zona rossa, e hanno così concentrato le ricerche negli argini e boschi.


Gli uomini vengono utilizzati per setacciare palmo a palmo i terreni e i cacciatori di Calabria, si posizionano nei punti più attraversati dal criminale serbo: il ponte del Morgone, tutta l’area del Reno all’altezza di Traghetto nel Ferrarese, la campagna dietro via Fiume Vecchio in direzione di Sant’Antonio di Medicina, il ponte della Bastia nel Ravennate. La zona “calda” resta Consandolo, dove occasionalmente sono ancora previsti posti di blocco. Le pattuglie mobili, invece, effettuano giri programmati per fasce orarie.


Anche per quanto riguarda le segnalazioni, i carabinieri adotteranno una nuova strategia: più selezione dei vari avvistamenti e interventi immediati. Per ora il 90 per cento delle segnalazioni sono risultate infondate, e questo ha fatto perdere molto tempo alle forze dell’ordine e guadagnare un certo vantaggio temporale a Feher.


Ciò che tutti attendono è un errore di Igor, dovuto a stanchezza o fame. Non è escluso che qualcuno lo stia aiutando. Per questo i suoi amici sono tenuti sotto stretto controllo.

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